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"Siamo sottopagate e precarie", la rabbia delle lavoratrici di nidi e materne di Torino

Presidio davanti al Comune

Mariagrazia Tesse è un'assistente educativa della Città di Torino e questa mattina - giovedì 1 luglio - ha manifestato in piazza Palazzo di Città perché dopo undici anni di servizio è ancora una dipendente precaria della scuola torinese. Nella sua stessa situazione a Torino ci sono altre centinaia di lavoratrici dei nidi e delle scuole materne. Ad alcune di queste addirittura è stato comunicato che non sarebbe stato rinnovato il contratto con un sms. 

"Noi assistenti educative siamo lavoratrici di serie Z perché non abbiamo diritti. Noi costiamo al Comune più di 16 euro l'ora, ma guadagniamo 7 euro lorde. Questo perché il servizio da una decina di anni è stato dato in appalto", spiega Mariagrazia Tesse che poi aggiunge, "Il personale assunto con i nuovi appalti è stato assunto per tre ore lavorative, ma in realtà ne deve svolgere almeno il doppio. Questo è un vantaggio per chi assume che deve pagare meno, ma al lavoratore non arriva adeguato trattamento di fine rapporto e non viene pagato se è in mutua". 

Lavoratori insomma che lavorano per l'amministrazione comunale, ma che non godono di pari diritti rispetto a chi è assunto direttamente dal Comune: "Noi chiediamo o di essere internalizzati o di avere gli stessi diritti dei dipendenti comunali. Le esternalizzazioni sono ormai la norma". 

"Il Comune sta esternalizzando tutto quel che può a livello di servizi", spiega Giulia Bertelli della CUB di Torino, "Non si capisce perché il personale che si occupa del rapporto con i bambini piccoli non debba essere internalizzato". 

"Abbiamo chiesto un confronto con il Comune che non ci è stato concesso", conclude la sindacalista, "Noi entro l'inizio del prossimo anno scolastico chiediamo una revisione della situazione perché questa non può essere la modalità di gestione dei nidi e delle materne a Torino". 

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