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Kappa Futur Festival, attese 50mila persone: i residenti dicono no

Tra allestimento e prove, Parco Dora è off limits per una settimana

Al Parco Dora sono attese nel week-end circa 50mila persone per la settima edizione del Kappa Futur Festival, una delle rassegne italiane più importanti di musica elettronica. A febbraio, per lasciar intendere il fascino che l'evento ha sui giovani, erano già stati venduti diecimila biglietti. Due giorni no stop di musica in una location suggestiva, a due passi dal centro città, e 40 artisti internazionali attesi sulla scena. 

Parco chiuso ai cittadini 

Ma l'allestimento inizia prima: da diversi giorni infatti, i tecnici lavorano per montare il palco e organizzare le aree dedicate alla manifestazione, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, e lo spazio, perlomeno quello sotto la tettoia, è off limits ai cittadini. E questo è solo uno dei motivi per cui i residenti, che da anni non vedono di buon occhio l'evento, continuano a sperare che l'amministrazione provveda a spostarlo da questa zona. "Per una settimana, tra allestimento, prove e smontaggio - afferma Domenico Pesce, uno dei frequentatori del parco - non è possibile venire al parco. Senza contare il volume assordante della musica che per due giorni rimbomba nel quartiere, i fiumi di persone che con le auto intasano parcheggi e strade e lo stato in cui il parco viene riconsegnato ai cittadini alla fine della manifestazione. Un vero scempio". 

La ricaduta economica 

Il Kappa Futur Festival da anni fa storcere il naso ai residenti del quartiere ma indubbiamente avvicina a Torino migliaia di persone che per assistere ai concerti, arrivano da tutta Italia, addirittura da Francia, Germania e Svizzera. Si stima in dieci milioni di euro la ricaduta economica a vantaggio della città. 

Lettera senza risposta 

"Siamo sconcertati - protestano dal Comitato Dora Spina Tre - che l'Amministrazione comunale continui a ritenere possibile un concerto con tali volumi sonori e afflusso di spettatori in un luogo paracentrale della Città a ridosso delle residenze di migliaia di persone. Ancor più sconcertati che la stessa Amministrazione comunale risponda ai cittadini che devono sopportare!". A febbraio il Comitato aveva scritto una lettera all'assessore all'Ambiente Alberto Unia e al vicesindaco Guido Montanari, sottolineando gli aspetti negativi e la natura impattante del Festival sul quartiere. Una lettera che finora non ha ricevuto risposta.

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