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"Al risveglio i pazienti ci insultano per essere stati intubati e i parenti ci minacciano", lo sfogo del primario Michele Grio

Poi mostra la TAC dei polmoni di un novax

Ospedali occupati da persone non vaccinate e pazienti che non solo rifiutano le cure, ma che  minacciano anche il personale sanitario. Le telecamere di La7 (L’Aria che tira) e Rai3 (Cartabianca) ieri hanno mostrato cosa succede in alcuni ospedali italiani e in quello di Rivoli dove opera Michele Grio (direttore della struttura di anestesia e rianimazione).

La giornalista di Cartabianca è entrata nel reparto di terapia intensiva dove quasi tutti i pazienti non sono vaccinati (circa il 95%). Riguardo una paziente, il direttore della struttura di anestesia e rianimazione dice: "Abbiamo provato a convincerla a essere intubata per almeno due settimane poi non ce l’ha fatta più e ha chiesto lei di essere intubata. Ora è qui con noi in rianimazione con un quadro di malattia molto, molto grave". Morirà? Gli chiede la giornalista. "Probabilmente sì", risponde il dottor Grio. 

"Molti di loro resistono nelle loro perplessità e si lasciano intubare da noi solo quando non riescono più a respirare, ma al risveglio continuano ad essere fermi novax facendo notare che siamo noi, secondo loro, ad avere fatto danni sui loro polmoni, non il covid. Noi veniamo minacciati in vari gradi di intensità, anche minacce pesanti a livello personale che ovviamente abbiamo provveduto a denunciare alla digos". Insulti e minacce che arrivano dai pazienti "che accettano di essere intubati solo quando non ce la fanno proprio più, successivamente dai parenti", spiega Grio.

Grio sulla rabbia sociale  

"Grio, perché è cosi arrabbiato?", chiede Myrta Merlino che conduce  ‘L’aria che tira’ e che ha altri ospiti in collegamento tra cui Ugo Mattei. La giornalista chiede spiegazioni su un post facebook del medico torinese: "Il riferimento non è solo per quello che vive e vede dentro gli ospedali, ma anche per la manifestazione torinese di cui è stato uno dei promotori Ugo Mattei", spiega Myrta Merlino.

"Io sono arrabbiato perché questa quarta ondata ha un aggravio che appesantisce ulteriormente la nostra situazione, che è la rabbia sociale - risponde Grio -. In una situazione come quella che ha aggredito i pazienti che sono qui e per i quali stiamo facendo dei turni massacranti, avrei preferito assistere ad una richiesta di istituire un comitato di liberazione nazionale dal covid, quindi riportando l’attenzione sull’aspetto sanitario rispetto a queste fantasie politiche che in questo momento non dovrebbero esserci".

Che succede coi novax nel suo reparto? Ci racconta? "La regola è diventata che il paziente non vaccinato si ammala, si fa una polmonite, si aggrava sempre più rapidamente, rifiuta il trattamento invasivo per poi ripensarci quando sente di morire soffocato e a quel punto ci consente, insultandoci, di intubarlo. Se si risveglia quel livore lo rimanifesta contro tutto il personale", afferma Michele Grio. Le dinamiche non sono cambiate nel corso del tempo, il primario aveva fatto la stessa denuncia anche un mese fa.

Poi Grio mostra la TAC dei polmoni di un novax: "È come se una colata di cemento riempisse le vie aeree e il polmone diventa un mattone e la consistenza è quella di un muro. La percentuale dei sopravvissuti che hanno questa tac è purtroppo molto bassa. Negare che questo sia un problema mi disturba enormemente perché sono due anni che combattiamo con questa roba, sono due anni che la gente muore e che discutiamo che la quarta ondata è peggio della prima, perché è peggio. Qualcuno, durante la prima ondata, l'abbiamo tirato fuori, adesso la percentuale dei sopravvissuti delle persone che hanno questa tac è purtroppo molto bassa. Quindi questa situazione francamente ci ha profondamente stufati, aggiungiamo il fatto che veniamo insultati e inseriti in un complotto che non ci porta nessun vantaggio e non ha alcun punto fermo, questa è una situazione che francamente alla quarta ondata non tolleriamo più". 

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