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Indagine tra medici e infermieri di Torino e provincia: "I vaccini bloccano la circolazione del virus al 97%"

Non trovate tracce nelle vie aeree

Immagine di repertorio

I vaccini stanno proteggendo dal coronavirus i medici, i paramedici e gli infermieri di Torino e provincia. Nei giorni scorsi, a metà maggio 2021, si è conclusa l’indagine conoscitiva che l’ordine del capoluogo piemontese ha effettuato sul personale sanitario che ha ricevuto il vaccino, iniziativa a cui hanno aderito gli ordini di tutte le professioni sanitarie.

All'indagine, eseguita in forma anonima tra il 29 marzo e il 2 maggio, hanno aderito complessivamente 11.910 sanitari di tutte le professioni: 4.600 medici e odontoiatri, oltre 2.500 infermieri, quasi 1.500 psicologi, quasi 700 veterinari, oltre 500 farmacisti, circa 400 fisioterapisti, 350 educatori professionali, quasi 1.300 da tutte le altre professioni sanitarie. Di questi soltanto 168 (l'1,41% degli intervistati, quasi tutti vaccinati con Pfizer) ha contratto la patologia dopo la vaccinazione. La percentuale scende all’1,18% (54 su 4.575) se si considerano solo medici e odontoiatri.

Ma oltre a non ammalarsi la stragrande maggioranza dei medici, il 96,93% (in questo caso il campione è di 5.823 che sono stati sottoposti a tampone), non aveva neppure tracce del virus nelle prime vie aeree, ossia non era contagioso. Anche qui il dato scende se si considerano solo medici e odontoiatri, con il 2,25% dei positivi al tampone e quindi il 97,75% di negativi.

La raccolta dati è stata curata dal dottor Mario Nejrotti e dal dottor Gabriele Gallone. L’obiettivo dell’iniziativa era però conoscere soprattutto in che misura il vaccino, oltre a proteggere i singoli individui dallo sviluppo del coronavirus, sia in grado di limitare la circolazione del virus. “Ringrazio il dottor Nejrotti e il dottor Gallone per l’importante lavoro che hanno compiuto, oltre a tutti i professionisti sanitari che hanno partecipato all’indagine - sottolinea il presidente dell’ordine dei medici Guido Giustetto -. Alla luce di questi dati, che si accordano con i risultati di altre ricerche analoghe fatte anche in campo internazionale, si può dunque ragionare in modo efficace per un allentamento delle restrizioni, almeno per tutte le persone che hanno ricevuto il vaccino”.

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