rotate-mobile
Attualità Centro / Piazza Castello

A Torino il rogo dei green pass (con la svastica), Liccione: “Un po’ esagerato, lo riconosco"

A 'Non è l'arena' di Massimo Giletti

Torna la pace tra Massimo Giletti e Marco Liccione, leader del movimento 'La variante torinese' invitato in studio a “Non è l'arena” per la puntata di mercoledì 20 ottobre. Dopo lo scontro della settimana precedente, il conduttore di La7 dedica a Liccione i primi minuti della trasmissione (video della puntata) in cui si parla di green pass. Il green pass è simbolo di libertà o elemento subdolo con il quale si fa una forma di controllo? Se lo chiede Massimo Giletti nell’introdurre i suoi ospiti e nell’affrontare l’argomento al centro dell’attenzione nell’ultima settimana, da venerdì 15 ottobre, da quando il green pass è obbligatorio nel mondo del lavoro.

Tra i servizi sulle proteste da tutta Italia che il conduttore manda in onda c’è anche la “Battaglia della libertà” promossa da alcuni nel capoluogo Piemontese. “Avete toccato le fondamenta, il primo articolo della Costituzione: il lavoro” dice Marco Liccione nel video riassunto delle ore di protesta torinesi. Proprio in quelle ore, la scorsa settimana, in piazza Castello a Torino sono stati bruciati dei green pass con il simbolo della svastica. “Imposizione vigliacca, bruciamo il green pass” si sente tra le urla dei manifestanti nel video che viene mandato in onda. 

Si torna in studio e Giletti chiede chiarimenti a Liccione: “Lei lo sapeva che c’era la svastica?”. La risposta non arriva direttamente, Liccione la prende alla larga: “Le persone sono arrivate a un limite che non può essere più tollerato. Io negli occhi della gente vedo la scritta ‘sono disperato, nessuno mi sta aiutando e ascoltando’. È quello il problema. Abbiamo visto le tv erano distanti da noi, queste piazze sono piene da mesi non da giorni”, ma Giletti incalza: “Sì, ma lei lo Stato Italiano lo timbra con una svastica”. A questo punto Liccione dice: “è un po’ esagerato, lo riconosco, però penso che prima la si debba vivere quella situazione, la situazione del popolo. I giornalisti sono in una campana di vetro” (video del confronto). “Bisogna ascoltare” dice Giletti che, riferendosi a Liccione, continua: “Io le svastiche le terrei fuori, ma la storia l’avete conosciuta?”, ma a questo punto prendono la parola gli altri ospiti Momi El Hawi di ‘Io Apro’ e la giornalista Sandra Amurri. La questione rimane sospesa e l’attenzione si sposta su Liccione non vaccinato che si rivolge a Sandra Amurri: "Prima le ho detto che non ero vaccinato e lei si è allontanata come se fossi un appestato" (video). Liccione, per essere in trasmissione, ha fatto il tampone e di conseguenza aveva il green pass…

green pass con svastica-2

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A Torino il rogo dei green pass (con la svastica), Liccione: “Un po’ esagerato, lo riconosco"

TorinoToday è in caricamento