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Green pass e obbligo vaccinale: cosa ne pensano i candidati sindaco della Città di Torino

Verso il voto del 3 e 4 ottobre

Green pass esteso a più categorie professionali, obbligo vaccinale o libertà di scelta senza alcuna restrizione? Il tema ormai è entrato nel dibattito pubblico e in molti stanno esprimendo la propria opinione. Tra questi ha fatto molto discutere la posizione dello storico Alessandro Barbero, che si è schierato contro il green pass affermando che è una scelta ipocrita della politica. 

Ma cosa pensano di questo tema coloro che si contendono la poltrona di primo cittadino della città di Torino? Il loro pensiero è stato espresso durante il dibattito organizzato da La Stampa nel pomeriggio di ieri, martedì 7 settembre. 

Valentina Sganga, candidata del Movimento 5 Stelle, non è per l'obbligo vaccinale ribadendo però l'importanza di affermare la necessità di vaccinarsi: "In questo periodo si parla di obbligatorietà vaccinale e io spero che non si arrivi a questo perché sarebbe fortemente divisivo, essendolo già di fatto. È però importantissimo che tutte le forze politiche ribadiscano l'importanza dei vaccini per uscire dalla pandemia". 

"Io sono tra i primissimi sostenitori della linea del Governo Draghi", ha detto Stefano Lo Russo, candidato del centrosinistra, "Penso che abbiamo patito troppo le restrizioni del lockdown; penso che ci sia una libertà civica da parte di chi per ragioni personali può anche valutare di non vaccinarsi. Però le restrizioni per chi è vaccinato devono cessare perché in un patto di comune soolidarietà io devo poter tornare alla vita normale. Siccome la scienza ha provato che l'unico contrasto efficace alla pandemia è il vaccino, io credo che in una logica liberale ci sia e ci debba essere anche la libertà di decidere di non vaccinars però le restrizioni per chi si vaccina devono finire".

Infine Paolo Damilano, candidato del centrodestra: "Ho la fortuna di avere un papà che a volte mi racconta delle cose che gli sono capitate in 96 anni durante i quali ha visto il mondo cambiare. Mi dice che quando andava in collegio morivano i suoi compagni di tubercolosi. Se il virus oggi colpisse i bambini e i ragazzi nessuno avrebbe la minima idea di sospendere la campagna vaccinale o rendere obbligatorio il vaccino. Il tema è che le organizzazioni preposte dicano che il vaccino deve rispondere esattamente a tutte le caratteristiche di sicurezza alle quali rispondono i vaccini. Il green pass è per fare tornare alla vita normale. Dobbiamo capire: fermiamo l'economia o torniamo alla vita normale? Io sono favorevola al green pass per un ritorno a un'economia normale". 

Giusi Greta Di Cristina, candidata del Partito Comunista e della Lista Civica Torino Città Futura, sostiene: "Ho fiducia nella scienza e nei vaccini, pur non potendo non constatare come la geopolitica si sia inserita nelle decisioni del Governo, per esempio attraverso i brevetti. Per quel che concerne il green pass penso che non sia uno strumento che determini la sicurezza sanitaria, dato che è dimostrato che la carica virale si abbassa col tempo e che cambia da soggetto a soggetto. Sono convinta che si debba insistere sulla possibilità di poter accedere ai tamponi rapidi e salivari in forma gratuita per consentire un controllo più esteso e continuo senza gravare ulteriormente sui cittadini".

"In merito al tema dell’obbligo vaccinale siamo fermamente contrari, noi siamo per una libertà di scelta per il vaccino", dichiara Ivano Verra di Italexit, "In merito al Green pass siamo contrari perché non è un documento che possa effettivamente migliorare la situazione sanitaria, ma si presenta come un documento di controllo del sistema". 

"La mia opinione personale non conta. Io ho fatto la scelta di vaccinarmi, ma è una mia scelta", spiega Davide Betti Balducci, candidato sindaco del Partito Gay, "I candidati sindaci che si dicono favorevoli o contrari a obbligo vaccinale o green pass prendono in giro la gente perché da sindaci nulla potrebbero fare a favore o contro". 

Ugo Mattei, candidato sindaco per la lista Futura, ritiene il green pass una 'bestemmia costituzionale': "lo Stato che ricatta i suoi cittadini, fosse pure per le ragioni più nobili del mondo è uno Stato autocratico,  profondamente incostituzionale. La verità è che pur di controllare la popolazione con strumenti informatici nell' interesse dei grandi gruppi globali, le nostre istituzioni hanno perso ogni dignità politica. Quanto all' obbligo vaccinale per il siero anti Covid 19, siamo molto fuori dai paletti costituzionali fin qui rispettati. È presto per dire cosa succederà anche se purtroppo con le istituzioni di garanzia che ci ritroviamo e il regime di conoscenza violento che si sta imponendo non è difficile immaginarlo".

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