"Ero praticamente morto, ma questi medici mi hanno portato fuori dal tunnel coronavirus"

La testimonianza di un taxista

Gianfranco Medicini, 55 anni, festeggiato dal reparto che gli ha salvato la vita

"Spesso in Italia si sente parlar male della sanità, io vorrei invece segnalare un reparto virtuoso, dove ho passato 148 giorni per il coronavirus". Inizia così il post pubblicato ieri, domenica 23 agosto 2020, da Gianfranco Medicini, taxista torinese di 55 anni (che tanti chiamano 'baffo' per il look che ha da almeno una quarantina di primavere), che racconta come è uscito dall'incubo durato quasi cinque mesi. Adesso è fuori pericolo e sa che la strada per recuperare sarà ancora lunga (il lungo periodo passato a letto, per esempio, gli ha praticamente azzerato il tono muscolare e per questo fatica a camminare), ma il peggio è passato.

Il reparto lodato da Medicini è il Centro di rianimazione universitario 1 (noto anche come Car) al secondo piano dell'ospedale Molinette. "Lì - scrive Medicini su Facebook - ho trovato medici e infermieri/e che lavorano sodo,di grande umanità, ben oltre il loro dovere professionale. Non auguro a nessuno di finire in quel reparto (perchè significa che siete in gravissime condizioni fisiche), ma se dovesse succedere sappiate che siete in mani eccellenti! Non conta l'età che avete... fin che un alito di vita vi pervade loro non mollano, non mollano... faranno di tutto per tenervi vivi. Un piccolo angolo di efficenza Svizzera nel cuore di Torino. Un sentito ringraziamento a tutto lo staff del Car, per come sono stato trattato e al chirurgo Luca Petruzzelli".

L'équipe che gli ha salvato la vita è diretta dal professor Luca Brazzi. A un certo punto sembrava essere arrivato al capolinea ("Mi avevano dato tre ore di vita"), ma i medici non si sono persi d'animo e invece lo hanno riportato, lentamente, fuori dal tunnel. Ha dovuto imparare nuovamente a bere, a mangiare, a parlare.

Medicini, che non era stato mai un giorno in ospedale in vita sua, si era sentito male a marzo. È stata la moglie, tramite un saturimetro, ad accorgersi che stava malissimo e a fare partire la corsa in ospedale. È stato in coma 47 giorni, ha dovuto affrontare uno choc settico dovuto a una pancreatite acuta (complicazione dell'infezione polmonare), è stato operato per tre volte ad addome aperto. 

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A breve potra tornare nella sua casa di Pasta di Rivalta di Torino ad abbracciare la moglie, la figlia e tanti amici taxisti che lo aspettano. 'Baffo', tra l'altro, è il loro esperto di computer. Anche stavolta è riuscito a sconfiggere un virus, sebbene di tutt'altro tipo e molto più letale.

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