Domenica, 17 Ottobre 2021
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Coronavirus, rilevato in Piemonte il primo caso in un gatto di variante inglese

Aveva anche lui sintomi respiratori: sarebbe stato infettato dai padroni

E' stato rilevato in Piemonte, nella provincia di Novara, il primo gatto in Italia colpito da variante inglese del covid-19. Il caso è stato identificato nel laboratorio torinese dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta (IZSPLV). 

I padroni si sono ammalati per primi

Il gatto affetto da variante inglese di coronavirus è un maschio castrato di 8 anni, di razza europea e, come negli esseri umani, la malattia ha fatto la sua comparsa con sintomi respiratori. Il micio si è ammalato circa dieci giorni dopo l'insorgenza del covid e l'isolamento domiciliare dei suoi padroni conviventi. Il Servizio Veterinario dell'Asl di Novara, intervenuto tempestivamente, ha seguito con scrupolo le linee guida del Ministero della Salute, inviando i campioni di test all'Istituto Zooprofilattico di Torino dove i sospetti sono stati confermati con la diagnosi di positività al covid. Ora, sia il micio che i suoi padroni stanno meglio e sono in via di guarigione.

"Nessuna trasmissione agli umani"

L’Istituto Zooprofliattico sta approfondendo il caso in stretta connessione con la Regione Piemonte e il Ministero della Salute. "La positività del gatto non deve generare allarmi – ha spiegato Bartolomeo Griglio, responsabile della Prevenzione della Regione Piemonte -; a causa della malattia dei loro proprietari, gli animali d’affezione si ritrovano a vivere in ambienti a forte circolazione virale. Non è dunque inatteso che anch’essi possano contrarre l'infezione, ma non esiste evidenza scientifica sul fatto che giochino un ruolo nella diffusione del covid-19. Il contagio interumano rimane la principale via di diffusione della malattia".

I consigli degli esperti

Ma come bisogna comportarsi in caso di positività e di presenza di animali domestici in casa? In realtà il comportamento da tenere, per evitare il contagio, è esattamente come quello consigliato fra gli esseri umani. La raccomandazione generale è di adottare comportamenti utili a ridurre quanto più possibile l'esposizione degli animali al contagio, evitando, ad esempio, i contatti ravvicinati con il paziente, così come si richiede agli altri membri del nucleo familiare. "Gli organismi internazionali che si sono occupati dell'argomento – rileva Griglio - consigliano di evitare effusioni e di mantenere le misure igieniche di base che andrebbero sempre tenute come il lavaggio delle mani prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo".

"La diagnosi di Covid-19 su un gatto e l’identificazione della variante inglese effettuate presso il nostro Istituto – dichiara il direttore generale dell’IZSPLV, Angelo Ferrari - dimostrano quanto il sistema dei controlli e la gestione integrata della pandemia siano efficaci e pronti ad agire tempestivamente rispetto a quanto accade sul territorio".

Il primo a complimentarsi per il lavoro dell’Istituto Zooprofilattico è stato Luigi Icardi, assessore regionale alla Sanità del Piemonte: "Mi congratulo per il lavoro di alta professionalità che l’istituto sta svolgendo: nell’emergenza pandemica il sequenziamento dei virus è un’attività strategica. Anche in questo caso, l’Istituto si conferma un’eccellenza scientifica di livello nazionale".

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