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Riapertura di parte dell’ex galoppatoio militare del Meisino: al via i lavori

I lavori di riqualificazione del primo lotto dureranno circa un mese

Immagine di repertorio

Sono partiti i lavori per restituire alla cittadinanza un’area di grande pregio naturalistico quale l'ex Galoppatoio militare del Parco del Meisino. L’area, di oltre 9 ettari, per oltre 60 anni è stata utilizzata dall'Esercito italiano prima come officina e poi, fino al 2011, per l’addestramento dei cavalli e per i concorsi ippici. 

Ceduto al Demanio che l’ha gradualmente abbandonato prima di trasferirlo alla Città, l’ex galoppatoio - in cui si applicano le norme di tutela europea della Rete Natura 2000 (Zona di Protezione Speciale Meisino Confluenza Po-Stura) - si presentava in condizioni precarie. Per consentirne, almeno in parte, la riapertura al pubblico, l'area complessiva è stata suddivisa in 3 lotti e i lavori di riqualificazione del primo lotto che partono ora, riguardano uno spazio di circa 20mila metri quadrati a prato, lato cimitero di Sassi. I lavori dureranno circa un mese.

Lavori di riqualificazione del primo lotto

Oltre al ripristino della viabilità interna e al raccordo con l'esistente ciclopista del parco del Meisino, l’intervento prevede l'apertura di varchi nella vecchia recinzione e l'eliminazione delle strutture legno pericolanti residuali legate alla precedente attività di addestramento e allenamento con i cavalli. Verrà inoltre realizzata una recinzione leggera, che proteggerà il secondo lotto adiacente, ossia l’area naturalistica a bordo fiume, ricca di vegetazione spontanea e aree umide e popolata da una varia e numerosa avifauna, separando lo spazio da riaprire anche dal terzo lotto, ossia la parte edificata (cascina e stalle), per non disturbare la fauna di una delle rare e interessanti oasi naturalistiche urbane italiane.

L’intervento segue quello scorso autunno sul patrimonio arboreo dove, nel 2018, sono stati censiti oltre un migliaio di alberi ad alto fusto, dei quali 850 singolarmente numerati e schedati e i restanti considerati formazioni boschive. Una valutazione della stabilità delle piante ha portato all’eliminazione di circa 80 esemplari per garantire l’incolumità sia di chi fosse, seppur abusivamente, penetrato all’interno del Galoppatoio, sia di chi transitando nel Parco del Meisino, all’esterno di tale area, potesse entrare nel raggio potenziale di caduta degli alberi. 

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