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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Attualità Campidoglio / Corso Svizzera

Organici ridotti, ferie sospese e stress: così il covid ha stravolto la vita degli infermieri piemontesi

Intervista a Francesco Coppolella del NurSind

Sono passati quasi due anni dall'inizio della pandemia, ma per il personale sanitario piemontese nulla sembra essere cambiato. Organici ridotti, ferie sospese e stress sono i sintomi di un settore, quello infermieristico, che non ce la fa più e che si appresta a vivere la quarta ondata dell'emergenza pandemica. 

"La situazione al momento è piuttosto critica rispetto a quelle che sono le carenze di personale che sono dovute a due fattori", spiega Francesco Coppolella, segretario piemontese del NurSind, sindacato degli infermieri, "abbiamo dovuto riaprire tutti i reparti covid e abbiamo dovuto raddoppiare le vaccinazioni, questo ha dirottato il personale dall'ospedale a quei settori; l'altra questione è quella invece legata al personale infermieristico e oss che è contagiato, il numero aumenta tutti i giorni". 

Quali sono le conseguenze sul vostro lavoro? "Ci ritroviamo con organici ridotti ulteriormente, ma anche senza la possibilità di fare alcuna organizzazione perché chi è positivo lo sa il giorno prima di dover fare il turno, per cui siamo di nuovo in emergenza. Veniamo richiamati da un giorno all'altro, dobbiamo sospendere le ferie, saltare i riposi e non possiamo prevedere quali saranno i turni che faremo nei giorni successivi. Questa è l'attuale situazione degli ospedali piemontesi". 

Cosa è cambiato rispetto alle ondate precedenti? "La situazione è sempre la stessa. Alla quarta ondata ci saremmo dovuti trovare pronti, avremmo dovuto sapere di quanti posti letto avremmo avuto necessità e di quanto personale, e invece siamo di nuovo nelle stesse condizioni degli anni precedenti. La stanno risolvendo spremendo noi come limoni". 

Le istituzioni sono state colte di sorpresa? "Probabilmente sì, ma questo è l'ennesimo errore. Lo hanno fatto alla seconda ondata, alla terza e oggi avrebbero dovuto agire con previdenza. C'è chi ha responsabilità e se le deve assumere. Il piano di emergenza deve esserci e invece come in passato l'organizzazione sembra essere improvvisata. Il fatto che non si aspettassero la quarta ondata non è una giustificazione". 

C'è la possibilità che da qui a qualche settimana gli ospedali tornino sotto stress come per le precedenti ondate? "Gli ospedali sono già sotto stress, nel senso che anche se ci sono meno ricoveri, è anche vero che sono passati due anni dallo scoppio della pandemia e il personale è stanco e spremuto. E poi ci sono tante risorse umane che vengono spostate dall'ospedale per fare vaccini o tamponi, cosa che nelle prime ondate non succedeva questo fa sì che stiamo affrontando l'aumento dei ricoveri con meno risorse e la situazione nelle prossime settimane potrebbe anche peggiorare". 

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