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Le scorte di vino garantiranno i finanziamenti: Intesa San Paolo scommette sui tesoretti in cantina

Per la ripresa post-Covid

Freepik License/ bearfotos

Una soluzione finanziaria per sostenere il settore vitivinicolo. Le potenzialità per superare il difficile momento ci sono, proprio per questo la torinese Intesa Sanpaolo ha messo a punto un progetto di respiro nazionale per sostenere i produttori vitivinicoli d’eccellenza.

L’iniziativa trae impulso dal Decreto “Cura Italia” e si avvale della collaborazione di Federdoc e di Valoritalia che certificherà presenza in cantina e qualità del vino. Intesa Sanpaolo crede sugli ampi margini di ripresa  post Covid del settore vitivinicolo e si rivolge ai produttori d’eccellenza del vino made in Italy, a  tutte le circa 400 DOC e DOCG che vorranno collaborare con la Banca.

Come funziona

Il progetto lanciato da Intesa San Paolo si rivolge ai produttori di vini nobili e si basa sul principio del “pegno rotativo”. I finanziamenti della Banca saranno garantiti dalle scorte in cantina.

L'azienda vitivinicola può dare in garanzia alla banca il proprio prodotto, che è in fase di affinamento e che tiene nelle proprie cantine, per ottenere nuove linee di credito. In questo modo mette in circolo il valore del vino che si sta affinando e dà valore alla sua produzione.

Le aziende possono così smobilizzare il prezioso patrimonio custodito in cantina, che diventerà commercializzabile solo a distanza di anni.

"Crediamo fermamente nelle capacità dei nostri produttori - spiega Andrea Lecce, capo della Direzione Sales & Marketing Privati e Aziende Retail- e nella qualità dei nostri vini nobili. Ecco perché abbiamo colto l’opportunità offerta dalle novità normative rafforzandola tramite la collaborazione con gli Organismi di Controllo, rendendo così possibile dare a garanzia il vino pur mantenendone il pieno possesso in azienda”.

“Il pegno rotativo - conclude Riccardo Ricci Curbastro, Presidente di Federdoc - ha fatto sì che consorzi, istituzioni e banche collaborassero per la reale ripresa economica italiana. Questo strumento si è rivelato fondamentale per donare respiro al nostro comparto, duramente colpito dalla pandemia, mostrando che l’impegno profuso in questi anni per l’unità della filiera vitivinicola italiana ha dato i frutti sperati”.

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