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Un film su Gioia e Ginevra, le giovani promesse che sognavano le gesta della Kostner

Le pattinatrici sono morte a ottobre in un incidente stradale

Gioia e Ginevra, le due cuginette campionesse di pattinaggio su ghiaccio morte tragicamente in un incidente lo scorso autunno, rivivranno in un film. La storia delle due promesse torinesi dello sport sarà raccontata in un cortometraggio, voluto e sostenuto dal Coni, che si sta già girando al PalaTazzoli. Era proprio qui che Gioia Casciani e Ginevra Barra Bajetto, di 9 e 17 anni, si allenavano alternandosi tra scuola, famiglia e amici. Su quel ghiaccio trascorrevano gran parte delle loro giornate, sperando un giorno di diventare come Carolina Kostner. 

Una vita piena  

Tanti sacrifici ma anche tanti risultati e soddisfazione per queste due ragazze che anche grazie al pattinaggio e allo sport, potevano dire di avere una vita davvero piena. "La fatica non è mai sprecata: soffri ma sogni" scriveva Ginevra sul suo profilo Facebook, a dimostrazione che ciò che la impegnava tanto la rendeva davvero felice. Il film "Gioia e Ginevra, due cuori per la vittoria" nasce così con lo scopo di trasmettere il valore dello sport: un progetto subito sposato dal presidente del Coni Giovanni Malagó, profondamente colpito da questa vicenda che, lo scorso ottobre, commosse tutta l'Italia. Nella pellicola, volutamente, si sfiora appena il fatto dell'incidente. 

Chi erano Gioia e Ginevra 

Le due cuginette, morte sull'autostrada del Brennero al ritorno da un week-end di gare, seppur giovani, pattinavano ad alti livelli. La più grande, Ginevra, studentessa modello al Liceo Sociale di Torino, era nel giro della nazionale e il suo sogno era quello di partecipare alle Olimpiadi Invernali 2020 nella danza su ghiaccio. Ultimamente infatti era impegnata nella ricerca di un partner che potesse gareggiare con lei in coppia e andava e veniva da Milano per sostenere provini con giovani atleti alla sua altezza. 

Gioia aveva solo 9 anni ma vedeva in Ginevra un idolo da seguire e aveva già vinto molte competizioni nazionali, mettendosi in luce per il suo talento. Poco prima di perdere la vita su quella maledetta autostrada, si era aggiudicata la Coppa dell'Amicizia a Merano. Ultimi sorrisi sul podio per lei e per la cugina con cui aveva un rapporto speciale e che non la lasciava un secondo.

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