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La Confederazione Islamica compra le ex Fonderie Nebiolo di Torino: ne faranno un centro polifunzionale

Al progetto ha lavorato anche il Politecnico di Torino

È lì in bellavista a chiunque passi da corso Novara angolo via Bologna, un ecomostro che è diventato un vero e proprio reperto di archeologia urbana. L'edificio delle ex Fonderie Nebiolo però adesso ha un nuovo acquirente, un nuovo futuro e un progetto ben delineato. Ad acquistarlo è stata la Confederazione Islamica Italiana che ne farà un nuovo centro culturale polifunzionale, spazi dedicati alla cittadinanza e spazi dedicati al culto. 

Per la precisione l'80% degli spazi del complesso riqualificato saranno dedicati a servizi di pubblica utilità aperti alla cittadinanza: biblioteca, area dedicata a mostre e iniziative culturali, studentato universitario e aule studio. Il restante 20% dell'edificio sarà occupato da una moschea. "Uno spazio dedicato alle esigenze culturali dei fedeli musulmani, che offrirà altresì un riferimento di valore anche turistico ai visitatori della Città, oltre a prevenire l’insorgenza di situazioni di disagio dovute alla mancanza di spazi idonei, verificatesi in altre città", spiegano dalla Condeferazione Islamica Italiana.

Nel futuro delle ex Fonderie Nebiolo però ci sono soprattutto gli studenti che dovranno occupare le aule studio, le biblioteche e i posti letto che verranno messi a disposizione: "Le aule studio le metteremo a disposizione delle due Università di Torino", spiega Walid Bouchnaf della Confederazione Islamica Italiana, "Anzi l'impostazione del progetto l'abbiamo vista con il Politecnico e insieme abbiamo valutato le esigenze degli studenti. C'è una forte carenza di aule studio nella zona Nord di Torino". 

All'interno del complesso ci saranno anche posti letto da dedicare agli studenti universitari che in parte verranno gestiti direttamente dalla Confederazione Islamica Italiana e in parte verranno dati in gestione: "I posti letto saranno di nostra proprietà, ma in futuro vedremo se affidare la gestione a EDiSU o ad altri enti privati. Nel frattempo però un 3% di quegli spazi li affideremo noi a EDiSU per le persone con difficoltà economiche e un altro 3% lo metteremo noi stessi a disposizione dei meno abbienti", spiega Walid Bouchnaf.

Lo studio sugli scenari di fruizione del progetto è stato sviluppato da un apposito gruppo di lavoro formato da docenti del Politecnico di Torino e da giovani studenti del TurinProject della Confederazione Islamica Italiana. Un progetto che in ogni caso dovrà tenere conto delle indicazioni della Sovrintendenza con l'intento di preservare l'anima di un complesso storico per la città di Torino. 

Ultimo tassello di un progetto complesso di cui non si conoscono al momento i tempi di realizzazione saranno i giardini di via Como, per i quali la Confederazione Islamica Italiana ha chiesto l'affidamento in cura: "Sono dei giardini che non hanno neanche un nome e ce ne vogliamo prendere cura. La nostra intenzione è prenderci carico anche di quello spazio", ha concluso Walid Bouchnaf della Confederazione Islamica Italiana.

"Recuperare uno spazio abbandonato da anni con un bel progetto legato alla residenza universitaria convenzionata, ad aule studio, a spazi per associazioni e spazi di preghiera, è un ottimo risultato per la città e per il quartiere. Mi aspetto i soliti attacchi, diciamo poco tolleranti; abbiamo risolto un'altra area degradata", ha commentato Antonino Iaria, assessore all'Urbanistica del Comune di Torino.

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