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IL CASO

“Apartheid del panino”, Lorusso spegne la polemica: “I volontari un patrimonio che rende possibile l’Eurovision”

Il Sindaco sottolinea l’importanza delle 700 persone impegnate nella kermesse

14 milioni di euro di investimento con una probabile ricaduta di 6,7 volte sul lungo periodo. L’impegno economico e le prime stime sul ritorno dell’investimento sono state rese note oggi, giovedì 5 maggio, nella conferenza stampa a Palazzo Madama. La città di Torino e la Regione,  presenti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il Sindaco Stefano Lo Russo, hanno inaugurato il Media Centre Casa Italia.

Dal 10 al 14 maggio a Torino sono attesi artisti internazionali, giornalisti e turisti provenienti da ogni parte del mondo per uno degli eventi musicali più seguiti e acclamati, non solo in Europa. Martedì 10, giovedì 12 e sabato 14 sono i giorni delle semifinali e della finalissima al Pala Olimpico, sede ufficiale dell’evento.

Eurovision: Lo Russo sui volontari e l’apartheid del panino

In questi giorni che precedono l’evento c’è grande emozione per quella che sarà l’occasione per accendere i riflettori sulle eccellenze turistico-culturali ed enogastronomiche di Torino e dell’intero Piemonte, il ricco patrimonio di arte, storia e natura, la gastronomia di altissima qualità e la tradizione vinicola, i paesaggi straordinari che offrono una grande offerta di outdoor, sport e attività per il tempo libero e il relax.

A margine della conferenza stampa abbiamo chiesto al Sindaco Lo Russo una sua dichiarazione sul caso che si era acceso nelle ultime ore, su quello che è stato definito, da alcuni esponenti politici, come "apartheid del panino".

"Una discriminazione bella e buona alle spalle di volontari che lavorano senza un compenso, un vero 'apartheid del panino' con tutti i milioni di euro investiti nell’evento. Una vera vergogna", aveva scritto su Facebook il vicecapogruppo di Torino Bellissima Giuseppe Iannò, assumendo sul tema una posizione simile a quella del capogruppo del Movimento 5 Stelle Andrea Russi, che già da settimane pressava l'amministrazione comunale perché pagasse i volontari.

In particolare una mail che aveva come destinatari i volontari della Vip Lounge aveva animato il dibattito.

“Cari volontari Vip Lounge assistant, vi informiamo che nei giorni in cui presterete servizio nella Vip Lounge (10-12-14 maggio) sarà presente un servizio di catering a solo (scritto in maiuscolo, ndr) uso degli invitati. Perciò vi ricordiamo che non avrete la possibilità della consumazione a buffet. Vi chiediamo quindi di organizzarvi sul momento per poter fare una pausa ed uscire dalla lounge solo se vi siete portati da mangiare e/o bere. Grazie per l'attenzione.”

Lo Russo ha risposto così alle nostre domande sul programma volontari, sottolineando quanto il loro ruolo sia importante per la città per la riuscita di questo Eurovision, proprio come fu per le Olimpiadi del 2006:

"Noi siamo contenti che il programma volontari abbia raccolto oltre 12.000 adesioni e ci dispiace per tutti i coloro che non sono stati selezionati. I 700 volontari impegnati per l'Eurovision sono un patrimonio importante che renderanno possibile l'evento.  É stato un disguido comunicativo perchè come sanno bene i volontari che sono coinvolti e a quanto ci risulta sono tutti estremamente felici di essere stati coinvolti, questo è stato un problema che non è stato sollevato da solo. Certamente quella comunicazione è stata una comunicazione infelice, però io andrei un pochino oltre e guarderei al merito delle questioni e al fatto che l'iniziativa si sta sviluppando e credo che questa sia la cosa più importante di tutte. Poi ci possono essere infortuni nella comunicazione, questo lo è stato e ci dispiace, però siamo convinti per quello che ci stanno trasmettendo i volontari che loro sono estremamente contenti e questo per noi è estremamente importante.”

"Adesso ci stiamo occupando di Eurovision, il programma è nato sulla base di volontari.  Abbiamo dato ai volontari un biglietto di quelli della città, in modo tale che anche loro potessero entrare al PalaAlpitour compatibilmente con i loro turni di servizio.

Per i prossimi eventi vedremo come impostare meglio, se serve, questo tema. Ma non dimentichiamoci mai che i volontari sono volontari. Noi non avremmo potuto fare le Olimpiadi nel 2006 e credo che non avremmo potuto organizzare l'Eurovision Song Contest senza il contributo di tantissime torinesi e torinesi, giovani e non che si rendono disponibili, dando un po' del loro tempo per far fare bella figura alla loro città. Io personalmente non ci vedo niente di male al fatto che le persone si possano rendere disponibili.

Lo sforzo organizzativo è davvero imponente. Speriamo davvero che questo sforzo possa venire ripagato da un'organizzazione efficiente. Torino sarà il centro della musica in Europa e vogliamo davvero che questo sia un evento che coinvolge la città, l'Eurovillage, il Village al Valentino vuole davvero essere un luogo dove le persone possono godere non solo del programma artistico, ma anche dell'atmosfera che vorremmo che in qualche modo tornasse a scorrere per le vie della città, cioè di cittadini che sono orgogliosi di stare a Torino e che sanno che loro città è una città importante qui in Italia, ma anche nel mondo.”

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