Partono gli espropri per espandere il cantiere, la protesta degli attivisti No Tav

Ma molti hanno firmato accordo

La protesta degli attivisti No Tav nella zona degli espropri (foto da Facebook di Comitato Giovani No Tav)

Sono iniziate nella mattinata di oggi, mercoledì 12 febbraio 2020, le procedure di occupazione temporanea, propedeutiche all'esproprio, dei terreni nell’area di espansione del cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, tra Giaglione e Chiomonte.

I tecnici di Telt, società che sta realizzando la nuova linea, ha convocato i proprietari come prevede la procedura. Se ne sono presentati soltanto alcuni. Una ventina ha già firmato l'accordo per l'esproprio.

In compenso, sul posto, sono intervenuti una quartantina di attivisti No Tav per contestare l'opera, al momento in modo pacifico con slogan e bandiere. La situazione è monitorata dagli agenti della Digos della questura. Sono stati schierati, a scopo preventivo, diversi uomini di polizia e carabinieri.

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Le procedure di esproprio previste in questa fase sono 41, per un totale di 1,8 ettari. Si tratta delle aree coinvolte nel progetto di compensazione boschiva per la tutela della farfalla zerynthia polyxena, specie protetta. Il Consorzio Forestale Alta Valle Susa (a cui vengono consegnati i terreni) realizzerà il progetto dell’Università di Torino di un corridoio ecologico studiato per salvaguardare il raro lepidottero. Il piano elaborato dai ricercatori prevede la creazione di diradazioni boschive per far spostare la farfalla in via di estinzione lontano dalle attività.

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