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E' malata di Sla e il comune le nega la carta di identità, il Tribunale di Torino 'fa giustizia' in 48 ore

Grazie anche all'intervento degli avvocati Solinas e D'Atri, la donna avrà nel marito il suo 'amministratore di sostegno'

C'è speranza in questo mondo perchè le storie, quelle belle, esistono davvero. Quella che stiamo per raccontare è la vicenda di una donna e mamma, residente in un comune della prima cintura di Torino, che a causa della sua malattia - la Sla - rischiava di non vedere più riconosciuti i suoi diritti, anche quello di genitore. Ma il Tribunale di Torino si è mosso velocemente e nel giro di 48 ore per Elisa (nome di fantasia) è arrivata una svolta importante.

Quando ha scoperto di essere malata di Sclerosi Laterale Amiotrofica nel 2019, non pensava che le sue condizioni sarebbero potute aggravarsi così velocemente, fino ad essere costretta dalla malattia a letto, pur conservando la capacità di intendere e di volere. Una circostanza che andando avanti, oltre a causarle una serie di difficoltà e di sofferenze non da poco nella vita di ogni giorno, avrebbe potuto anche toglierle la dignità di persona e prima o poi anche il ruolo di mamma.

Il marito, molto innamorato della donna, si è deciso a rivolgersi allo studio di Torino degli avvocati Alessio Solinas e Valerio D'Atri esperti di diritto di famiglia, quando di recente alla moglie non è stata rilasciata la carta d'identità poiché impossibilitata a recarsi negli uffici. "Una situazione paradossale - ha spiegato Solinas - se si pensa che la condizione della signora è conosciuta in paese e il coniuge stesso ne è testimone".

Un episodio imbarazzante e spiacevole - soprattutto in quest'era dove ormai tutto è digitale - che rischiava di essere solo il primo di una lunga serie: "E se fra qualche tempo ci fosse stato il bisogno di firmare un qualche tipo di permesso o di documento per il figlio minorenne? - prosegue Solinas - Noi ci siamo mossi subito e il Tribunale di Torino è stato velocissimo a risolvere la situazione".

In barba alle procedure lunghissime davanti alle quali ormai tutti quanti, in ogni settore, quando si tratta di burocrazia, ci rassegniamo a tollerare, nel giro di sole 48 ore il Tribunale di Torino, nello specifico l'ufficio del Giudice Tutelare, ha emesso il provvedimento che nomina il marito della signora Elisa, suo 'amministratore di sostegno'.

"Probabilmente si tratta di uno dei primi di questo tipo di casi in Italia - continua l'avvocato - in cui la giustizia si è mossa così celermente. Sono stati immediatamente salvaguardati il diritto di una persona, impossibilitata a muoversi a causa della malattia, ma capace di intendere e di volere, il suo ruolo come genitore e i diritti del minore. Un risultato che può essere di incoraggiamento ad altre persone che si trovano a vivere nello stesso difficile contesto e che nel frattempo sensibilizza sull'argomento, a livello generale".

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