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La polizia locale di Moncalieri ha deciso: denuncerà anche chi condivide e mette like ai post di insulti

Per mettere un freno all'odio sui social network

immagine di repertorio

Chi condivide, approva con un like o appoggia apertamente commenti offensivi contro la polizia locale di Moncalieri rischia di passare dei guai giudiziari. Stanchi del continuo proliferare di post pieni insulti, accuse senza fondamento e invettive, gli agenti hanno deciso per il pugno di ferro e per la tolleranza zero allo scopo di mettere un freno all'odio sui social network.

Il rischio, anche per chi non scrive direttamente il post (contro cui ci sono state già denunce), è di essere incriminati per diffamazione a mezzo stampa e anche per altri reati, se ve ne sono gli estremi, secondo il principio che se condividi pubblicamente il contenuto significa che la pensi nella stessa maniera. Ci sono alcuni precedenti in Italia che confortano il comando moncalierese.

Naturalmente non si parla dei post di critica civile, che invece viene accettata, ma di quelli in cui appunto si sconfina in insulti e invettive spropositate. In passato gli autori di condivisioni e like erano stati semplicemente convocati in caserma, ma senza alcun provvedimento. Ora, anche per questo tipo di leoni da tastiera, si profilano tempi più duri.

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