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Coronavirus, dati Istat: in Piemonte morti cresciuti del 47%. Ma per 1.100 non c'è ancora spiegazione

Rapporto relativo a marzo

immagine di repertorio

L'Istat e l'Istituto superiore di sanità hanno diffuso i dati sulla mortalità in Piemonte tra il 20 febbraio e il 31 marzo 2020, comparandola a quella dello stesso periodo del 2019: si è passati da 5.747 decessi a 7.859, con un aumento del 47% in percentuale e di 2.112 unità in valore assoluto. Soltanto 1.018 morti, però, sono stati classificati come dovuti al coronavirus quindi resta da capire a che cosa siano dovuti i 1.094 morti di differenza.

Il Piemonte è sui livelli di aumento di mortalità di Marche e Liguria, anche loro con un aumento nell'ordine del 50%, mentre più pesanti sono i bilanci di Trentino-Alto Adige (+65%), Emilia-Romagna (+70%) e soprattutto Lombardia, dove l'epidemia ha avuto l'impatto più tragico con un aumento del 185% della mortalità nel periodo.

Tra le province piemontesi, a pagare il conto più salato al virus è stata quella di Alessandria dove i decessi sono quasi raddoppiati, passando da 693 a 1.199. In provincia di Torino l'aumento è stato più contenuto, nell'ordine del 30%, passando da 2.803 motti a 3.469.

Due considerazioni conclusive. La prima è che il dato ovviamente non tiene ancora conto di quanto accaduto ad aprile, quando in Piemonte è arrivata l'ondata più forte di contagi e decessi (la curva dei contagi è partita una decina di giorni dopo rispetto alla Lombardia) e quindi c'è da aspettarsi un quadro peggiore di quello descritto da questo rapporto. La seconda è che il rapporto ufficiale va a smentire diverse fake-news diffuse sul web secondo cui nel periodo del coronavirus la mortalità sarebbe diminuita. Evidentemente non è così.

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