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Coronavirus, dati quasi da 'zona rossa' ma il Piemonte potrebbe restare ancora arancione

E oggi si decide per tutte le scuole

Aumentano i contagi, salgono i ricoveri ordinari e l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva sfiora la soglia di guardia del 30%, ma il Piemonte sembra destinato a restare 'arancione' anche la prossima settimana. Ad anticiparlo, senza comunque darlo per certo, il presidente Alberto Cirio, a margine del Tgr Rai: "Non dovremmo passare in zona rossa, anche se iniziamo ad avere valori che che stanno scavallando le soglie di allerta". Il governatore ha infatti fatto riferimento ai dati forniti dal pre-report settimanale. "Dobbiamo stare molto attenti - ha aggiunto - il rafforzamento delle misure, come previsto dal nuovo dpmc, sta proprio nella chiusura delle scuole, laddove ci sono i parametri, e la creazione di zone rosse in modo chirurgico".

Numeri preoccupanti

In ogni caso, i dati non sono incoraggianti e la nostra regione è sull'orlo del 'rosso': secondo i primi dati del Ministero della Salute, l'Rt è salito da 1.02 a 1,15 (nel caso dell’Rt puntale) mentre quello medio che era 1.03 è aumentato a 1.18. A determinare il passaggio in zona rossa è la soglia dell'1.25. A preoccupare però è l'aumento dell'occupazione dei posti letto nei reparti di terapia intensiva, salita dal 23 al 29% in una settimana: appena di un punto percentuale al di sotto della soglia d'allerta. 

Oggi il verdetto per le scuole

A rischiare un'ulteriore stretta proprio le scuole. Da lunedì 8 marzo, come già annunciato, le classi II e III medie e tutte le superiori saranno al 100% in dad per due settimane consecutive, ma la Regione si è riservata di non escludere la stessa possibilità anche per le altre scuole, in particolare quelle di Torinese, Cuneese, Vercellese e Vco. Proprio oggi, venerdì 5 marzo, alla luce dei dati degli oltre 30 distretti sanitari del Piemonte, è probabile che si proceda con misure più restrittive, estendendo la didattica a distanza anche per gli ordini e gradi scolastici inferiori, nelle aree dove l'incidenza dei contagi supera la soglia di allerta o sono presenti altri parametri, come casi da variante e incremento improvviso di contagi nell'ultima settimana. "Pur nella necessità di tutelare la salute - ha però precisato Cirio -, cercheremo di salvaguardare il più possibile la didattica in presenza nella fascia dagli 0 ai 6 anni".

Contagi in aumento tra i più giovani

Secondo l'assessore alla Sanità regionale Luigi Icardi, nell'ultima settimana, l'incremento dei contagi è stato del 45% e solo poco più del 25% riguarda gli over 65, mentre il 57% si riferisce a soggetti di età compresa fra 25 e 64 anni. "Ed è un dato di fatto - ha aggiunto rispondendo a Francesca Frediani (M4o) e Sarah Disabato (M5s) - che nelle fasce di età 11-13 e 14-18 anni, con l'applicazione della didattica a distanza, i contagi decrescono. Il contagio - ha aggiunto - non sarà a causa dell'ambiente scolastico, ma potrebbe essere determinato dall'uso del trasporto pubblico o dall'adozione di comportamenti sociali tipici dell'età".In Piemonte sono in zona rossa finora 22 comuni: 3 in provincia di Torino - Cavour, Scalenghe e Bricherasio -, 7 in Valle Vigezzo, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola; 12 della Valle Po (Cuneo).

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