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Crisi covid, in Piemonte è allarme per il settore del cinema: centinaia di sale a rischio chiusura

Agis e Anec: "Serve liquidità"

E' allarme per i cinema. Le restrizioni causate dalla pandemia e la serrata forzata, hanno causato un danno economico enorme per il settore. In un'audizione della Sesta commissione in Regione, sulla situazione dei cinema in relazione all'emergenza covid, a riportare i drammatici numeri sono stati Luigi Boggio e Arrigo Tomelieri, presidenti Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) e Anec Piemonte (Associazione Nazionale Esercenti Cinema): “Nel 2020 le sale cinematografiche piemontesi hanno perso 47 milioni di euro di incasso, con oltre l’80% di presenze in meno rispetto agli anni precedenti. Sono dati disastrosi per le oltre 300 aziende del settore, con 800 dipendenti e un indotto importante, molte delle quali rischiano di chiudere se non intervengono misure di sostegno efficaci”. 

Un comparto che potrà avere una ripresa non prima dell’estate, con il rischio che molti esercenti, anche in centro città a Torino, decidano di cessare l’attività perché non più in grado di coprire i costi fissi: “I benefici al settore non possono arrivare dal credito d’impresa, serve liquidità - proseguono -. Per questo chiediamo la possibilità di accedere alle risorse del Por-Fesr 2021-2027, rientrando nei bandi regionali rivolti alle piccole, medie e microimprese e a quelli sulla cultura, ma anche interventi mirati di Finpiemonte”. 

Dimezzati i consumi culturali nel 2020

Secondo i dati che emergono da una ricerca dell'Osservatorio di Impresa Cultura Italia-Confcommercio sulle abitudini degli italiani nel 2020, i consumi di beni e servizi culturali si sono dimezzati (-47%) passando da 113 euro di spesa media mensile per famiglia di dicembre 2019 a circa 60 euro a dicembre 2020.  Nello specifico si registra un crollo degli spettatori di oltre l'80% per cinema, concerti, teatro e forti riduzioni di spesa, con punte di oltre il 70%, da parte dei consumatori tra dicembre 2019 e settembre 2020.

Tiene la lettura sia dei libri, con una preferenza per il cartaceo sebbene oltre italiano su tre utilizzi anche il formato digitale, che dei quotidiani, consultati principalmente in versione gratuita online e con un rapporto di circa 1 a 2 tra lettori in digitale a pagamento e lettori in cartaceo; in calo tutte le forme di abbonamento a servizi culturali a pagamento ad eccezione della TV in streaming (+17 punti su dicembre 2019) e con un terzo di italiani che pensa di utilizzare prevalentemente piattaforme streaming a pagamento a testimonianza di un crescente interesse per questo tipo di offerta televisiva rispetto a quella generalista; la forma di fruizione tradizionale della cultura ha lasciato spazio al digitale con la visione di spettacoli dal vivo, opere, balletti e musica classica soprattutto sul web o in TV. Una tendenza che, alla luce delle attuali restrizioni, sembra confermarsi anche per la prima parte del 2021. 

Riaprire in sicurezza è l'obiettivo

Dunque riaprire le sale in maniera sicura per il pubblico sarà uno degli obiettivi primari ed è inutile dirlo, ma gli esercenti dovranno cercare di farlo in modo economico: “Prevediamo che quando riapriranno le attività del tempo libero ci sarà un aumento esponenziale della richiesta - hanno detto ancora Boggio e Tomelieri  - come avvenuto con le riaperture dei cinema in Estremo Oriente. Oggi il nostro settore è essenziale al raggiungimento del risultato economico dei film, rappresentiamo il 70% del fatturato, ma se non ci saranno più strutture sarà un problema”. 

I consiglieri Gianluca Gavazza (Lega), Daniele Valle (Pd) e Francesca Frediani (Movimento 4 ottobre) hanno chiesto chiarimenti per capire come si possa intervenire sul bilancio regionale per andare incontro alle esigenze della categoria e quali siano i bandi di maggior interesse per il comparto.  Il prossimo 18 febbraio, l'assessore alla Cultura regionale Vittoria Poggio incontrerà le associazioni del settore cinema per discutere in modo più approfondito le questioni, assicurando il massimo impegno della Regione in merito alle richieste sui bandi e la pianificazione del Por-Fesr.

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