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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Il clima impazzito danneggia anche gli apicoltori piemontesi: nel 2019 persi 16,5 milioni di euro

Scende in campo la Regione

Il clima impazzito è stato deleterio anche per l'apicoltura piemontese. Quest’anno, la mancata produzione di miele di acacia nella nostra Regione ha generato un danno quantificabile in 16,5 milioni di euro. Un bel danno per il Piemonte che è la prima regione italiana produttrice di miele, con oltre 5 mila tonnellate stimate nel 2018, seguita da Toscana con tremila tonnellate e l’Emilia Romagna con duemila. 

Danni per milioni di euro

Una situazione quella piemontese, che ricalca l'andamento nazionale. L'Italia infatti, nel 2019, ha visto praticamente dimezzata la produzione di miele.  “La sola produzione nazionale di miele di acacia e agrumi (i due tipi principali sul suolo nazionale, ndr) - secondo Coldiretti, in base ai dati Istati - ha fatto registrare una contrazione del 41% rispetto alle attese”. Si ipotizza quindi che la produzione annuale nazionale sarà ben al di sotto degli oltre 23,3 milioni di chili dell'anno precedente. 

Le temperature altalenanti - troppo basse e poi troppo alte - a partire dalla scorsa primavera, con periodi piovosi ma anche di forte siccità, hanno aggravato la situazione già critica: per questo motivo l'assessore regionale all'Agricoltura Marco Protopapa ha deciso di varare una serie di provvedimenti concreti per sostenere il settore fortemente in crisi.

Crediti agevolati per gli apicoltori

“Abbiamo varato un provvedimento finalizzato alla concessione di crediti agevolati - ha dichiarato -. Le domande si possono presentare a partire dal 4 fino al 31 ottobre attraverso i C.A.A.”.La Regione Piemonte interverrà con un contributo sugli interessi maturati sui prestiti annuali - rinnovabili per due anni - compresi tra un minimo di 5.000 euro ed un massimo di 80.000 euro.

“Apprezziamo l’intervento di sostegno al comparto apistico messo in atto dall’assessore Protopapa - ha commentato Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - . E' una prima risposta concreta alle richieste che avevamo avanzato il mese scorso e che fornisce una boccata d’ossigeno ai produttori di miele piemontesi che quest’anno devono fare i conti con un’annata decisamente sfavorevole”.

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