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I cuccioli di capriolo non sempre sono da salvare: l'appello del Canc e i consigli per aiutare "Bambi"

La 'strigliata' degli esperti sul web dopo l'arrivo del piccolo al centro, nei giorni scorsi

Sembra proprio Bambi il capriolino portato al Canc nei giorni scorsi. Probabilmente trovato da qualcuno che l'ha creduto abbandonato dalla mamma o in difficoltà e ha pensato di trasportarlo al Centro Animali Non Convenzionali di Grugliasco, il cucciolo, con le sue macchie bianche, gli occhioni dolci e le lunghe zampe talmente fragili da non riuscire ancora a reggerlo, ricorda proprio il celebre personaggio della Disney. Un'azione di grande tenerezza e fatta sicuramente a fin di bene, ma che - salvo casi particolari, cioè qualora accanto al cucciolo ci sia la madre morta o il piccolo sia ferito - è bene evitare.

Gli esperti del Canc hanno infatti pubblicato, in merito, proprio dopo aver accolto il piccolo di capriolo da poco portato al centro, un appello al quale prestare, come sottolineano loro, "iper attenzione". 

"I piccoli di capriolo o cervo non vanno presi quando trovati: se non c'è la mamma morta vicino, non sono mai abbandonati! - si legge nel commento -. Siccome troppo piccoli e tremolanti sulle gambe per seguire la madre o scappare a un predatore (che ricordiamolo, per l'ennesima volta, difficilmente assale una preda immobile mentre insegue ciò che scappa), rimangono immobili nell'erba dove sono partoriti. Non hanno una tana, ma giacciono nell'erba, mentre la madre è in giro a mangiare o scappa cercando di attirare lontano dal suo piccolo i predatori. Quando vi avvicinate, i predatori per lei siete voi e scappa sperando di attirarvi lontano dal suo piccolo".

"Se rimanete vicino non tornerà mai - aggiungono -: non ha armi per difendere il suo piccolo. Il piccolo, più state vicino, più starà immobile e inerme sperando di farvi credere di essere morto...siete dei predatori! Quindi allontanatevi il prima possibile, inutile nascondersi lì vicino, la madre vi fiuterebbe. Lasciate che possano ricongiungersi senza volere a tutti i costi salvare chi non ne ha bisogno".

Cosa fare

E in caso di ritrovamento di un Bambi, forniscono consigli utili da seguire: "Se vicino alla strada, spostatelo a qualche centinaia di metri da essa in mezzo al verde: è una leggenda metropolitana che se toccati la madre non li accetta più! "Cuore di mamma" passa sopra tutto...trascorrerà ore a leccarlo per pulirlo, ma se lo riprenderà felice di non averlo perso. Non portatelo a casa lasciandolo ore digiuno (i vostri figli o nipoti venivano allattati una volta al giorno?) e non dategli il latte in commercio (possono morire di diarrea)".

Inoltre, il personale del Canc sottolinea quanto, anche per il loro centro, esperto, competente e attrezzato, sia difficile salvare questi cuccioli:

"Anche nei centri preparati e specializzati come il Canc, non tutti sopravvivono: non digeriscono il latte di capra che diamo loro, non accettano la tettarella così dura e diversa dal capezzolo di mamma, si ammalano e anche se sopravvivono devono poi fare un lungo percorso di reinselvatichimento (oltre un anno) prima di poter essere pronti alla vita libera. Quindi che a nessuno venga in mente di allevarsi il "Bambi" in casa! Crescerebbe un soggetto non liberabile, destinato a un recinto tutta la vita e andrebbe incontro a procedimenti penali essendo vietato dalla legge detenere animali selvatici (legge 157/92). Quindi: salviamoli se orfani (madre morta accanto) o feriti, altrimenti non tocchiamoli!". 

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