Firmato il decreto: il Piemonte è zona rossa, da domani notte scatta il lockdown

Ma restano aperte industrie e scuole fino alla prima media

Immagine di repertorio

Dalla mezzanotte di domani, o meglio da venerdì 6 novembre 2020 (inizialmente l'entrata in vigore era previsto per gioved' 5, ma il governo non ha inviato il provvedimento alla Regioni), e fino a tutto il 3 dicembre, il Piemonte diventa zona rossa e quindi entra in vigore il lockdown, che sarà però più leggero di quello applicato in primavera. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il decreto che prevede l'applicazione di ulteriori pesanti restrizioni.

Gli ultimi dati disastrosi su contagi e ricoveri ospedalieri, insieme ai dati sull'indice di contagio Rt che è il primo d'Italia, con un coefficiente di 2,16, hanno convinto il governo a bloccare l'intera regione, con l'eccezione delle attività ritenute essenziali. Si tornerà alla necessità di autocertificazione per spostarsi da casa (bisognerà dimostrare che l'uscita è dovuta a ragioni di lavoro, di salute o di urgenze indifferibili, tra cui rientra anche l'accompagnare i propri figli a scuola dove questa è ancora aperta) e sarà vietato, sempre fatta eccezione per i medesimi casi, lo spostamento fuori dai confini comunali. Sui mezzi pubblici è previsto un tasso massimo di accesso pari al 50% della capienza. Le fabbriche restano aperte. Dalle 22 alle 5 ci sarà il coprifuoco a livello nazionale.

Ristorazione

Chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, anche se potranno lavorare per il servizio da asporto (con divieto assoluto di consumazione nelle vicinanze del locale) fino alle 22 e la consegna a domicilio. Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Negozi e servizi

Restano chiusi tutti i negozi ritenuti non essenziali a eccezione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie. Aperte librerie, ferramenta, negozi di telefonia, di informatica e di prodotti per gli uffici, di giardinaggio, di fiori, di prodotti per animali, di ottica, di cosmetici, di articoli sportivi, di auto, di prodotti per pulizia, di articoli igienico-sanitari e di biancheria intima. Chiusi anche gli estetisti, ma non parrucchieri e barbieri. Aperte lavanderie e servizi funebri. Per quanto riguarda i mercati rionali, restano aperti esclusivamente per la vendita di alimentari.

Scuola

Per quanto riguarda la scuola, la didattica in presenza verrà garantita esclusivamente per i bambini fino alla prima media. Dalla seconda, invece, sarà obbligatoria la didattica a distanza al 100%, con l'eccezione dei laboratori, che dovrebbero essere garantiti in presenza.

Sport

Restano sospesi gli sport individuali e di contatto (comprese le gare, con l'eccezione dei professionisti), così come restano chiuse palestre, piscine, centri benessere, centri termali e impianti sciistici. L'attività motoria è consentita solo in forma individuale, in prossimità della propria abitazione e con l'obbligo di mascherina. Passaggio più criptico quello che dice che è consentita l'attività sportiva all'aperto in forma individuale.

Cirio: "Misure immediate per le attività colpite"

“Se si chiedono ulteriori sacrifici al mondo delle imprese - dice il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio - pretendiamo che siano condizionati all’attuazione di queste misure immediate da parte del governo. Chiedo, innanzitutto, l’esenzione totale dalle tasse per quanto ancora da pagare nel 2020 e per tutto il 2021 per le attività interessate dal nuovo decreto, e che questo venga contestualmente scritto in legge. Considerati i tempi della burocrazia statale, chiedo anche che i ristori abbiano stanziamenti e tempi certi di erogazione. Ho dato la disponibilità come Regione Piemonte a gestire direttamente i fondi messi a disposizione dallo Stato, forte dell’esperienza degli oltre 130 milioni di euro di indennizzi erogati sui conti correnti di oltre 70mila attività piemontesi in meno di un mese, risorse che mi risulta peraltro siano le uniche arrivate nelle tasche delle nostre imprese del commercio. Chiedo, infine, che venga prevista espressamente l’autorizzazione al congedo parentale, sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, di cui incredibilmente al momento nel decreto non c’è traccia. Inoltre, in attuazione della possibilità data ai consigli regionali di proporre iniziative di legge nazionali, presenterò domani stesso una proposta di legge che imponga una tassazione straordinaria alle piattaforme internazionali di vendita online per tutta la durata delle nuove misure del governo, prevedendo di destinare la totalità dell’introito ai piccoli esercizi commerciali di vicinato”.

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