Bar e ristoranti chiusi dalle 18 ma aperti nel weekend. "Rischio di stop definitivo"

Le misure del decreto

immagine di repertorio

Bar e ristoranti chiusi dalle 18 ma aperti il sabato e la domenica (sempre fino allo stesso orario però). Permessi l'asporto e la consegna a domicilio fino a mezzanotte. Chiusi impianti sciistici, palestre, piscine, terme, cinema e teatri. Didattica a distanza per il 75% degli allievi delle scuole superiori. Sono le misure varate dal governo per il contenimento del coronavirus oggi, domenica 25 ottobre 2020, e valide a partire da domani. Soltanto raccomandazioni, ma nessuna limitazione, per gli spostamenti tra comuni né per riunioni private. Il decreto prevede che i centri commerciali restino aperti nel weekend ma in Piemonte questo è vietato dalla Regione, con l'eccezione degli alimentari.

Ascom Torino: "Rischio di chiusure definitive e tensioni sociali"

"La chiusura alle 18 per bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie, pubblici esercizi in generale rappresenta la chiusura definitiva per centinaia di imprese così come palestre, centri sportivi e piscine - tuona Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino -. Tali imprese sono ancora pesantemente condizionate dal lockdown dei mesi scorsi. Non siamo più disposti ad accettare decisioni, vero e proprio accanimento, che non tengono conto dei sacrifici finora fatti dai nostri imprenditori. Ci ritroviamo in un lockdown non dichiarato dal governo ma obbligatorio. Responsabilità e danni come sempre sulle nostre spalle senza intenzione di reale sostegno economico. Il rischio è il riacutizzarsi di tensioni sociali che renderebbero ancora più cupo il futuro del nostro Paese".

Cirio: "Su ristoranti e palestre non siamo stati ascoltati, un peccato"

"Siamo consapevoli - dice il presidente della Regione, Alberto Cirio - che era necessario un inasprimento delle misure, perché i numeri del contagio purtroppo lo richiedevano. Ma sono molto preoccupato del fatto che le istanze che come Regioni abbiamo difeso in due giorni di confronto, per una apertura fino alle 23 di bar e ristoranti (anche solo su prenotazione), così come quelle di garanzia per palestre e piscine, non siano state accolte. Ora queste categorie non possono essere lasciate sole. Il Governo ha annunciato indennizzi. Bene, purché siano risorse immediate, certe e reali, perché al momento le uniche misure mirate e a fondo perduto che hanno dato un po’ di fiato a queste attività sono quelle che ha erogato la Regione con il Bonus Piemonte".

Appendino: "Massimo impegno per aiutare settori penalizzati"

"La giunta - dice la sindaca di Torino, Chiara Appenino - è e rimane a disposizione del governo e di tutte le istituzioni per individuare forme di mitigazione praticabili per i settori maggiormente colpiti. Penso, ad esempio, a commercio, ristorazione, cultura, sport. A tal proposito la Città di Torino parteciperà domani stesso al tavolo di crisi richiesto dalla Prefettura, con la presenza della Regione e dei rappresentanti delle categorie, al fine di individuare interventi praticabili, veloci ed efficaci per i settori di commercio e ristorazione. Ve lo assicuro, conosciamo benissimo la durissima situazione che stanno vivendo i settori coinvolti e il nostro impegno per aiutarli è massimo". 

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