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Coronavirus, l'appello dei personaggi famosi: "State a casa!"

I messaggi sui social di Littizzetto, Marchisio e Bernardeschi

"E' solo un'influenza". Una frase che nei giorni scorsi è uscita a raffica dalle bocche di quelli che non credono mai a chi ne sa più di loro. Non si fidano, pensano sempre che ci sia un complotto alle loro spalle: "Ci chiudono in casa, vogliono affossare il paese", hanno detto rincarando la dose. E intanto hanno continuato a uscire, ammassandosi nei locali per gli aperitivi "contro il Coronavirus" e nei supermercati - come si è potuto vedere, fino alla notte scorsa - nonostante le raccomandazioni, non solo delle istituzioni, ma anche di medici e virologi che da giorni non dormono per salvare vite e contenere il più possibile l'epidemia.

Davanti a questa ondata di stupidità, in cui davvero il Coronavirus sembra quasi essere il male minore, anche i personaggi famosi hanno deciso di prodigarsi per diffondere un unico messaggio: "State a casa". Senza se e senza ma. Nella speranza che un volto noto possa convertire anche i più restii alla responsabilità. 

A cominciare da Luciana Littizzetto che sul suo profilo Facebook non usa mezzi termini:

"Volevo solo insultare velocemente quelli che invece di stare a casa vanno in giro, escono dalle zone rosse, vanno a sciare, si fracassano, vanno al pronto soccorso, contagiano tutti. Che cosa avete nella testa un phon? State a casa, veniamo noi da voi piuttosto!".

Sulla stessa linea è Claudio Marchisio che ha deciso di postare quella che è diventata la foto simbolo di questa emergenza sanitaria: l'infermiera che si accascia stremata, dopo un turno infinito di lavoro:

"A te che sei uscito dalla zona rossa perché tanto cosa vuoi che succeda. A te che la scuola è chiusa quindi stasera esco con gli amici. A te che non riesci a rinunciare ad una sciata. A te che ormai ho organizzato quindi ci vado. Quando guardi questa fotografia, non ti senti una m...?".

E poi c'è Federico Bernardeschi che su Instragram, in riferimento al Coronavirus, espone la sua posizione pro-migranti, scatenando anche qualche polemica: "Un virus sta dominando le nostre paure. Ci terrorizza, limita la nostra libertà, ci fa disprezzare l'altro - scrive il bianconero-.

"Abbiamo chiuso i porti a chiunque, rintanandoci nella nostra fedele cerchia, criticando gli altri la mattina al bar o in coda al supermercato durante la folle corsa per accaparrarci l'ultimo, inutile pezzo di pane, che deve essere il nostro e di nessun altro, manco fosse la fine del mondo. Abbiamo deciso di offendere, cacciare, allontanare. Abbiamo fatto morire donne e bambini, perché prima veniva la nostra sicurezza, la nostra ricchezza e poi le loro vite. E adesso siamo noi gli emarginati, siamo noi ad essere discriminati e cacciati, rinchiusi tra i confini di un Paese che soffre".
    
"Quando tutto questo finirà, ricordiamoci di questi giorni, di questa sofferenza, di questa isteria che ci ha trasformato in animali mossi solo dall'istinto di sopravvivenza, senza ragione, senza rispetto per nessuno - conclude il calciatore che incita a tenere bene a mente cosa sta accadendo -. Ricordiamocelo poi, di come ci trasformano disperazione e paura di morire. Ricordiamocelo quando ad aver paura sarà qualcun altro, che chiede aiuto".

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