Mercoledì, 28 Luglio 2021
Attualità

Coronavirus, le analisi scientifiche di Arpa Piemonte: "Molto più facile contrarlo in casa"

Aree all'aperto e anche ospedali più sicuri

Un campionatore dell'Arpa Piemonte in casa

Probabilmente era già facilmente intuibile per le ricerche dei virologi e per alcuni studi già pubblicati, ma l'Arpa Piemonte ha stabilito con un metodo scientifico di campionamento che è molto più facile contrarre il virus in casa che in altri ambienti. Il nuovo sistema permette infatti di determinare la presenza delle copie genomiche del covid sia all'aria aperta che al chiuso.

“A fronte della carenza di standardizzazione - dice il presidente dell'Agenzia, Angelo Robotto -, quello della validazione di un metodo nuovo di campionamento e di analisi delle matrici ambientali coinvolte nella diffusione del virus è un lavoro complesso ma allo stesso tempo assolutamente indispensabile per fornire dati affidabili e sicuri agli organi competenti nella gestione del rischio sanitario della popolazione. È un lavoro che può essere portato a compimento con successo solo attraverso un approccio multidisciplinare che va dalla chimica alla biologia, alla fisica, con l’impiego di tecnologie diversificate a seconda della matrice ambientale e della finalità della ricerca. Una multidisciplinarietà propria delle agenzie ambientali, grazie alle professionalità diverse, studi diversi, ambiti diversi che collaborano per ottenere traguardi comuni”.

In ogni caso, i risultati dei campionamenti (all'aperto, negli ospedali, negli appartamenti di persone positive) hanno stabilito che in ambiente esterno il virus non è finora risultato rilevabile nell’aria; negli ambiti ospedalieri, ed in particolare all’interno dei reparti con presenza di malati anche caratterizzati da elevati carichi virali, le concentrazioni rilevabili sono risultate generalmente molto contenute, anche in virtù dell’elevato tasso di ricambio dell’aria (6-8 volte ogni ora); in ambito domestico, al contrario, le concentrazioni di virus si sono rilevate più consistenti, fino a 40-50 copie genomiche del virus al metro cubo di aria. Tali valori risultano fortemente influenzabili dalle frequenze di ricambio d’aria e dal numero di soggetti positivi presenti nelle abitazioni, oltreché dallo sviluppo dei sintomi più comuni della malattia (tosse secca).

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