Consulta della mobilità ciclistica: "Rendiamo tutti i controviali di Torino ciclopedonali"

Le proposte al premier Giuseppe Conte

Realizzazione di tutti i controviali cittadini ciclopedonali e un un Piano di Mobilità di Emergenza e Transizione, per promuovere la mobilità attiva e sostenibile. Ecco cosa chiedono, in una lettera, le associazioni della Consulta della mobilità ciclistica nazionale al premier Giuseppe Conte e al Comitato tecnico.

Biciclette e monopattini

Per Torino, le associazioni chiedono che l’amministrazione comunale prenda rapidamente provvedimenti per realizzare subito un Piano di Mobilità di Emergenza e Transizione per la città e promuova la mobilità attiva e sostenibile, a piedi, in bici e in monopattino, rendendo sin da ora tutti i controviali di Torino ciclopedonali, con accesso ai veicoli a motore solo per la svolta, il posteggio e l’accesso alle abitazioni e con limite di velocità massimo a 20 km/h.

"Accanto all’emergenza sanitaria che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini di vita nell’ultimo mese e mezzo - si legge in una nota - , con la graduale riapertura della fase 2 si profila un’altra emergenza, quella stradale. Man mano che le strade torneranno a essere popolate con l’allentamento delle misure di sicurezza, seppur auspichiamo un ritorno alla promozione del trasporto pubblico locale, almeno in una prima fase il suo uso sarà fortemente ridotto, sia a causa della sfiducia della popolazione nella sua sicurezza, sia per le misure di contingentamento dell’accesso che sin da ora si prospettano per mantenere il distanziamento fisica".

Un'iniziativa insomma, al fine di scongiurare per la città di Torino un' ondata massiva di motorizzazione e "un’ancor più iniqua redistribuzione degli spazi in favore dell’automobile, come sottolineano i dati preliminari provenienti dalla Cina". Seguendo l'esempio di molte metropoli nel mondo. I casi di Budapest, Bogotà, Philadelphia, Minneapolis, Oakland, Vancouver, Calgary, Vienna, Città del Messico, Berlino e Londra sono solo alcuni degli esempi di città che hanno ridistribuito gli spazi urbani. Qui il trasporto pubblico locale copre fino al 55% degli spostamenti e fornisce alternative efficienti e sicure all’auto privata.

La petizione     

Anche a Torino la Consulta rilancia e sostiene le richieste presentate dal Coordinamento nazionale, che ha anche lanciato una petizione online con un pacchetto di misure emergenziali per la mobilità sul sito Change.org che è possibile sottoscrivere QUI.

Queste le proposte della petizione: realizzazione di infrastrutture pedonali e ciclabili “soft”, a basso costo e rapida attuazione, come le bike lane o le strade scolastiche; incentivi economici e finanziamenti per la mobilità alternativa all'uso dell'auto privata; mantenimento di ZTL, sosta regolamentata e corsie preferenziali per evitare un incremento indiscriminato del traffico motorizzato privato; promozione dello smart working e contenimento dei picchi di congestione stradale; riconoscimento, promozione e finanziamento della mobilità attiva come modo di trasporto urbano resiliente; istituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico preposto. 
                             

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