Venerdì, 25 Giugno 2021
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Qualità del pellet in vendita in tutto il Piemonte: avvio di nuovi controlli su distribuzione e produzione

Lunedì 8 febbraio è iniziata la seconda campagna condotta dal comando regione carabinieri forestale e Arpa Piemonte

Immagine di repertorio

A seguito dei risultati ottenuti nel 2020, il Comando Regione Carabinieri Forestale e Arpa Piemonte hanno concordato di dare seguito a ulteriori attività di controllo sul territorio, interessando sia la distribuzione in commercio che la produzione di pellet. “La campagna di controllo sui pellet del 2021 per valutare la conformità dei materiali in commercio prende avvio oggi (lunedì 8 febbraio, ndr) e toccherà tutte le province piemontesi con una maggior capillarità rispetto allo scorso anno grazie alla sinergia e alla collaborazione tra Arpa e i Carabinieri Forestali. Anche le analisi che saranno effettuate sui campioni sequestrati saranno ampliate, per avere sempre più un quadro esaustivo e completo” afferma il direttore Generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto.

Nel gennaio 2020, una task force di 10 squadre in campo, ha passato al setaccio i materiali combustibili in vendita utilizzati per il riscaldamento per valutare la conformità dei materiali in commercio. L’indagine, che ha toccato l’intero territorio regionale, aveva lo scopo di rilevare e reprimere eventuali irregolarità in fase di distribuzione del pellet. A conclusione della prima indagine, Arpa spiega che è emerso che esistono criticità sui pellet che si trovano in commercio nella nostra regione, che possono avere una ricaduta sulle emissioni di polveri sottili. Nella quasi totalità si tratta di pellet dichiarati di classe A1, ossia “di qualità eccellente” secondo i dettami della norma UNI EN ISO 17225-2. Tuttavia, secondo le analisi effettuate in laboratorio dall’Arpa, sono emersi 5 casi di qualità più scadente (A2 e anche B).
In tutti i casi, la non conformità riscontrata riguarda il tenore di ceneri, uno dei parametri più significativi per caratterizzare gli effetti sulla combustione dei pellet e quindi le ricadute in termini di emissioni di polveri sottili: queste possono più che triplicare passando dalla classe A1 alla classe A2, a parità di tipologia di stufa e di calore prodotto, come evidenzia la letteratura tecnico-scientifica.

L'Assessore all'Ambiente di Regione Piemonte Matteo Marnati: “La lotta all’inquinamento dell’aria è una nostra priorità ed è importante controllare e monitorare che il materiale venduto sia certificato e di altissima qualità. È sicuramente meglio usare legna e pellet del nostro territorio rispetto a quello importato dall'estero, spesso non a norma. Ringrazio i carabinieri della forestale ed Arpa per questa fondamentale attività”. 

“Il riscaldamento domestico che utilizza biomassa legnosa contribuisce all’inquinamento atmosferico soprattutto per quello che riguarda le emissioni di polveri sottili, ossia il particolato PM10. Questo è vero in particolar modo quando l’efficienza del processo di combustione non è ai massimi livelli, ossia quando gli impianti non operano in condizioni da ottimizzare, a parità di calore fornito, il consumo di biomassa combustibile e la produzione di inquinanti. Per ottenere la massima efficienza dal processo di combustione e minimizzare quindi la produzione di polveri sottili (particolato PM10) è di fondamentale importanza che si utilizzino esclusivamente combustibili di elevata qualità” conclude il direttore Generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto.
 
 
 

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