Anagrafe centrale: polemica per le code fin dall'alba, ma le alternative ci sono

Sedi decentrate, possibilità di appuntamento e certificati in edicola

Anagrafe centrale, le transenne per le code all'ingresso

Chi nei giorni scorsi si è recato fin dalle prime luci dell'alba all'anagrafe centrale di Torino, lo ha fatto per essere sicuro di riuscire a passare allo sportello nell'arco della mattinata. Il sole non era ancora alto e davanti all'ingresso, delimitato dalle corde rosse, si contavano già una ventina di persone. E con il passare delle ore, il clima di nervosismo, tra urla e male parole, si è fatto sentire. Da qui di nuovo la polemica a proposito della gestione dei servizi anagrafici in città - notevolmente peggiorata con l'introduzione delle carte d'identità elettroniche -, prima di competenza dell'ex assessore Paola Pisano, ora ministro dell'Innovazione nel governo Conte, e oggi passata a Sergio Rolando. 

"Altrochè Hyperloop!"

 "Mentre sui giornali campeggiano a caratteri cubitali i titoli sull’Hyperloop (il treno ad alta velocità tra Torino e Milano di cui la sindaca Appendino parla tanto in questi giorni, ndr) - commenta Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Comune e consigliere regionale - , fuori dall’Anagrafe Centrale la coda per fare un documento inizia alle ore piccole della notte.L’Amministrazione Appendino ha dimostrato la propria totale inadeguatezza, trasformando gli sportelli cittadini in una sorta di girone infernale. L’emergenza-Anagrafe si risolve in un solo modo: introducendo nuovo personale ed eventualmente spostando risorse dove servono di più ". La mancanza di personale certo, è un dato oggettivo, tuttavia una delibera comunale ha dato il via all'assunzione, entro la primavera 2020 di 238 nuovi dipendenti. 

Anche Stefano Lo Russo capogruppo del PD chiede soluzioni : " Da ormai più di tre anni continuiamo inascoltati a chiedere ad Appendino di occuparsi del caos delle anagrafi di Torino - scrive su Facebook - . Un servizio essenziale che peraltro è un diritto dei cittadini, non una gentile concessione dell'amministrazione. Poi anche a noi piacerebbe avere Hyperloop, il treno a levitazione magnetica che ci collega con Milano in 5 minuti come auspica Appendino nei convegni cui partecipa. Nel frattempo però facciamo le carte di identità  ai torinesi magari senza farli aspettare in coda dalle 3 del mattino..."

Le soluzioni alternative

Ma sui social c'è anche la fazione opposta, quella che definisce "pecoroni" la maggior parte dei torinesi che tra sportelli e pratiche burocratiche non si sa districare. Ovvero: la colpa delle code non è solo delle falle nell'organizzazione dei servizi anagrafici ma anche dei cittadini che hanno la possibilità di "aggirare l'ostacolo", usufruendo delle soluzioni alternative.

I certificati per esempio, dalla scorsa primavera, ormai si possono ottenere anche nelle edicole evitando così ore di attesa e perdite di tempo inutili. Sono diversi i giornalai che aderiscono al servizio: avere una stampa dell'atto di residenza o di cittadinanza, di nascita o di matrimonio, oppure lo stato di famiglia, è diventato particolarmente semplice.

Per le autocertificazioni, chi è in possesso di un computer e di una stampante, potrà - seguendo passo passo sulla pagina dedicata del sito del Comune - procedere con la compilazione e la stampa dell'atto, comodamente da casa.

Inoltre - in molti sottolineano - non esiste solo l'anagrafe centrale, che è quella puntualmente presa d'assalto. Ci sono le sedi decentrate nelle Circoscrizioni dove generalmente c'è poca attesa e si possono ugualmente ottenere le pratiche richieste. Inoltre come viene suggerito da diversi cittadini, è sufficiente prendere appuntamento - anche via internet - per passare allo sportello senza fare code e nel giro di un paio di giorni.



 

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