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I Cobas Torino in piazza contro le "classi pollaio" e la didattica online: "Servono fondi straordinari"

Per una ripartenza in sicurezza da settembre

E sabato 6 giugno in piazza scendono anche i Cobas Scuola, contro le classi "pollaio" e per una riapertura in sicurezza a partire da settembre. Alle 17, in piazza Castello, davanti alla sede della Prefettura, il presidio chiederà un più solido stanziamento di fondi alla scuola affinchè i problemi - quelli nuovi causati dall'emergenza sanitaria, ma anche quelli pregressi - possano essere affrontati e risolti. I Cobas sottolineano che il documento voluto dalla ministra all'Istruzione Lucia Azzolina, non porta a soluzioni concrete, oltra a ribadire che “la modalità a distanza (DaD) potrà rappresentare un momento integrativo ma non sostitutivo dell’insegnamento”. 

Fondi straordinari

Uno stanziamento di almeno 20 miliardi potrebbe risolvere la questione delle famose classi pollaio che alla luce della situazione attuale costituiscono un problema ancora più preoccupante. La necessità del distanziamento - unico presupposto sicuro per impedire il diffondersi del contagio da Coronavirus - sarà difficile da soddisfare quando nelle aule lo spazio per alunni - il cui numero viaggia verso i 30 per classe - è tutt'altro che sufficiente. 

Personale

Lo stanziamento straordinario di risorse potrebbe contribuire a risolvere anche la questione del poco personale a disposizione. Negli ultimi anni sono nati gli Istituti comprensivi che hanno visto un accorpamento di più strutture con un taglio drastico del personale di segreteria e collaboratori scolastici, ora - in questa fase - più che mai indispensabili per sorvegliare i ragazzi e igienizzare gli ambienti. E tornando a scuola da settembre, magari con lo sdoppiamento delle classi, sarà necessario fare una grande operazione di reclutamento a tempo indeterminato di personale docente e ata. "Solo quest’anno i precari sono stati più di 200 mila: è quindi impossibile garantire la didattica in presenza senza l’immissione in ruolo, da subito, del personale".

Edilizia scolastica

E c'è necessità inoltre di investire nell'edilizia scolastica. "In questa situazione di emergenza, perchè non riaprire le scuole chiuse e renderle agibili? - spiegano i sindacati - Perché non utilizzare i parecchi edifici abbandonati e renderli agibili? Perché non utlilizzare le caserme chiuse e renderle agibili? Perchè non iniziare a costruire nuove scuole e dare uno slancio anche all’economia costruendo “opere utili”? Se non c’è una reale e adeguata corrispondenza tra le risorse, dai fondi all’edilizia, dagli spazi aggiuntivi ai mezzi di trasporto e gli obiettivi da realizzare, significa che non si ha alcuna intenzione di riaprire le scuole!"

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