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Case di Torino invase dalle cimici (fastidiose, ma non pericolose): soluzioni e rimedi

L'assessore al verde pubblico Francesco Tresso spiega come fare per contenere l'infestazione

Le cimici trovano negli appartamenti un ambiente favorevole dove svernare, soprattutto se le abitazioni sono vicine a viali di olmi. Cercano riparo in luoghi come l'interno degli avvolgibili, i tessuti, i letti, le fessure dei muri, i rivestimenti e gli infissi. Nelle giornate più calde di fine inverno e inizio primavera escono dai luoghi di svernamento e raggiungono gli olmi, dove si nutrono dei frutti e si riproducono. A fine primavera iniziano quindi i voli per la ricerca dei rifugi e, di conseguenza, si può verificare una loro invasione negli alloggi vicini ai filari di olmo. 

La Città di Torino ha stilato alcuni rimedi per contrastare la diffusione di questi animaletti nelle case. La cimice dell’olmo è un insetto di piccole dimensioni che non è dannoso né pericoloso per la salute delle persone e degli animali; non punge e non trasmette alcun tipo di malattia, ma mette alla prova la pazienza dei cittadini e per questo l'assessore al verde Francesco Tresso, a seguito delle numerose segnalazioni giunte negli ultimi giorni, ha approfondito le possibilità che attualmente offre la scienza per arginare questo fenomeno: "Il piccolo insetto chiamato cimice dell'olmo non è in alcun modo dannoso o pericoloso per uomini e animali, né per le colture. È tuttavia molto fastidioso – come purtroppo stanno constatando molti nostri concittadini – perché, in periodo tardo-primaverile, può infestare gli ambienti chiusi, soprattutto delle case più vicine ai filari di olmi, in quanto si nutre dei frutti di questi alberi e trova in essi le condizioni necessarie a riprodursi".

Un'infestazione che non si verificava da almeno 10-15 anni

"Gli uffici del Verde Pubblico mi hanno in proposito evidenziato che un'infestazione così importante e diffusa in tutte le zone della città in cui vi sono filari d'olmi non si verificava da almeno 10-15 anni. Le condizioni climatiche, con un inverno mite e secco e caratterizzato da alte temperature, hanno quasi sicuramente favorito la proliferazione dell'insetto. Negli ultimi giorni il sottoscritto e i tecnici comunali si sono confrontati con alcuni entomologi e ricercatori per capire se, rispetto al passato, vi siano delle nuove soluzioni da adottare nel breve termine per contenere l'invasione nelle case della cimice dell'olmo. Sono stati contattati a tal fine gli specialisti dell'Istituto per le piante da legno e l'ambiente (IPLA), del Settore fitosanitario della Regione Piemonte e del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino", spiega l’assessore.

Le soluzioni: zanzariere, aspirapolvere e altro

"Tutti hanno concordato sul fatto che in questo frangente, in cui gli individui adulti cercano rifugio nelle case, la soluzione immediata è di cercare di impedirlo tramite le zanzariere e sigillando gli infissi. Qualora poi riescano ad entrare, occorre utilizzare l'aspirapolvere laddove si rifugiano, in quanto si tratta di insetti gregari che si radunano a gruppi. Tra le altre soluzioni per contenere l'infestazione suggerite ai cittadini dai ricercatori che abbiamo contattato, segnalo la possibilità di posizionare dei gel invischianti o delle strisce incollanti (del tipo di quelli impiegati per le blatte e gli altri insetti striscianti) sui davanzali esterni. Per l'esterno (ovvero per balconi e terrazzi) piuttosto che gli insetticidi è meglio utilizzare getti di vapore mediante appositi strumenti di uso domestico (tipo “vaporella”) al fine di eliminare gli insetti senza lasciare residui chimici. Come già anticipato, in ogni caso, le misure più importanti devono essere quelle finalizzate ad impedire l’ingresso degli insetti nelle abitazioni: l’installazione di zanzariere sigillanti; l’applicazione di guarnizioni agli spifferi di porte e finestre; la stuccatura di eventuali fessure presenti fra infissi e muri", aggiunge Tresso.

Elaborazione di un piano di contenimento

"Ricordo infatti che, come già segnalato, non sono state ancora individuate procedure di trattamento fitosanitario efficaci perché la cimice trascorre un periodo limitato del suo ciclo vitale sugli alberi. La normativa nazionale, per preservare la salute dei cittadini allergici, vieta peraltro l'irrorazione di quasi ogni tipo di parassitario – anche di prodotti biologici – in ambiente urbano. Ciò posto per quanto riguarda l'immediato, per il futuro abbiamo già raccolto la disponibilità del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino a stabilire una collaborazione a più lunga scadenza, che consenta di intervenire con un piano di contenimento adeguato. Si cercherà perciò di monitorare il ciclo di vita dell'insetto, al fine di intervenire con potature e sfoltimenti dei polloni delle piante nutrici nei periodi di riproduzione degli insetti e di adottare gli opportuni accorgimenti (quali la rimozione di legname e piante morte e la sigillatura di travi, crepe e infissi negli edifici) necessari a rimuovere quelle condizioni che consentono lo svernamento degli individui adulti e la successiva proliferazione di quelli giovani", conclude l’assessore al verde pubblico.
 

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