Dopo 198 anni, chiude il Caffè San Carlo. Tra due anni la nuova vita dello storico locale

I progetti per il futuro di un bar che ha fatto la storia di Torino

foto di K.Weise, licenza cc by sa 4.0

Dopo 198 anni, chiude il Caffè San Carlo, per riaprire tra due anni, in occasione del bicentenario, come ristorante di lusso con ambizioni stellate.

Era il 1822 quando venne inaugurato questo locale, che all'epoca si chiamava Caffè di Piazza D'Armi perché in piazza San Carlo ancora non c'era il Caval 'd Brons (né la statua né l'omonimo locale che ha chiuso quattro anni fa) ed era qui che si svolgevano le adunate dell'esercito sabaudo. 

Tra i bar più antichi e importanti di Torino, in due secoli di attività il Caffè San Carlo ha visto sedersi ai propri tavolini milioni e milioni di persone: cittadini, passanti, turisti, ma anche personaggi famosi. Da politici come Giolitti e Crispi ad avventurieri come il Duca degli Abruzzi, da scrittori come Edmondo de Amicis e Alexandre Dumas - che qui bevve il suo primo bicerin - a intellettuali e filosofi come Gramsci e Gobetti. 

Tanto era il fervore che animava i clienti più in vista del locale, che già nel 1837 fu chiuso per "attività sovversiva", salvo riaprire dopo pochi mesi come Caffè Vassallo dal nome del nuovo proprieatario, Vittorio Vassallo, che si affidò all'architetto Giuseppe Leoni affinché progettasse una facciata che ricordasse un tampio greco, purtroppo andata distrutta nei bombardamenti della seconda guerra mondiale che colpirono pesantemante il "salotto di Torino". 

Da diversi anni ormai i locali del Caffè San Carlo sono di Intesa Sanpaolo, che ha in mente una nuova vita per questo luogo ricco di storia. Approfittando del lockdown, quindi, sono iniziati i lavori di ristrutturazione che dovrebbero terminare tra due anni, quando saranno passati 200 anni esatti dalla prima apertura: nel 2022, questo il progetto dei proprietari, il San Carlo diventerà un ristorante di lusso, proprio al fianco del museo che l'istituto bancario ha creato qui. 

Si parla già di "ristorante stellato", ma come noto le stelle Michelin bisogna meritarle sul campo (o sul tavolo) e non basterà un ambizioso progetto per assicurare una pioggia di stelle sul ristorante che verrà. Quel che è certo è che, con un bagaglio di storia di questa portata, il ristorante San Carlo - se si chiamerà così - attirerà l'attenzione di tutti i torinesi che oggi perdono un punto di riferimento che sembrava eterno. 

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