Il parrucchiere Salvatore saluta il 'suo' borgo: "Non riapro dopo il lockdown, mi godo la pensione"

Quattro generazioni sono passate dalle sue forbici

Salvatore Sapio, 64 anni. Ha deciso di non riaprire e di godersi la pensione

Nel negozio di via Cagliari 16/B, nel borgo Rossini di Vanchiglia, Salvatore Sapio ha lavorato una vita, da quando, nel 1966, aveva dieci anni ed era appena arrivato dalla Basilicata, iniziando come garzone del precedente titolare, fino a sabato 7 marzo 2020, quando ha fatto i capelli all'ultimo cliente prima che il decreto del governo ne sancisse lo stop per le norme contro la diffusione del coronavirus. Adesso ha deciso di non riaprire per godersi la famiglia e anche perché le norme di contenimento (mascherina tutto il giorno, tutti gli strumenti monouso, il non poter fare la barba) iniziano a pesare.

E così, dopo quattro generazioni di barbe e capelli passate dai suoi rasoi e dalle sue forbici, Salvatore, che oggi ha 64 anni ed è formalmente in pensione da quattro ("Ma ho deciso di andare avanti per passione e perché mi piace troppo chiacchierare con i miei clienti", racconta), ha deciso di dire basta. "Dopo diversi anni come garzone e come assistente - racconta - nel 1978, tornato dal servizio militare, ho deciso di rilevare l'attività del mio vecchio principale. Da qui è passata un sacco di gente e ho sempre avuto buoni rapporti con tutti i clienti. Si parlava di come giocare la schedina del Totocalcio e ognuno ha portato qui un piccolo pezzo della sua storia: chi veniva da me sapeva che non veniva a trovare il classico parrucchiere, ma un amico".

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E adesso quale sarà il suo futuro? "Prima di tutto penserò a godermi la famiglia - dice senza esitare -, starò un po' tranquillo e poi ci penserò. Magari farà qualcosa per il sociale, vedremo. Sicuramente non mi dimenticherò di questo quartiere e dei miei clienti, ma come potrebbe essere diverso? Tornerò qui e ringrazierò tutti".

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