Venerdì, 17 Settembre 2021
Attualità Sant'Ambrogio di Torino / Via alla Sacra, 14

Dopo 19 anni chiude l'Ostelleria del Pellegrino alla Sacra di San Michele: "I religiosi ci lasciano in mezzo alla strada"

Niente rinnovo del contratto in vista dei lavori. Sabato pomeriggio manifestazione di solidarietà

Christian Manna con la fidanzata Tiziana davanti alla Sacra di San Michele (pixellato il loro bambino)

Dopo 19 anni il 18 ottobre 2021 chiuderà l'Ostelleria del Pellegrino all'ingresso della Sacra di San Michele, a Sant'Ambrogio di Torino. I padri rosminiani che gestiscono il monumento simbolo del Piemonte, infatti, non hanno rinnovato il contratto per la gestione del piccolo bar al servizio dei visitatori a Christian Manna, che lo aveva ereditato dalla madre, e alla sua compagna Tiziana, che abitano nella vicina Valgioie. Il locale, infatti, è destinato a venire ristrutturato e a ospitare la nuova biglietteria. I gestori attuali, però, si ritroveranno disoccupati, con un bambino da crescere e con un mutuo da pagare.

Il mancato rinnovo del contratto era nell'aria secondo il racconto di Manna: dal settembre 2018, quando l'attuale rettore della Sacra, padre Claudio Papa, che era succeduto a padre Giuseppe Bagattini (morto lo scorso febbraio), si era insediato, i contatti tra i gestori dell'attività e i religiosi si erano fatti più distaccati. "Lo scorso anno - spiega l'attuale gestore dell'Ostelleria - ci è stato fatto un contratto per soli 12 mesi e ci è anche stato aumentato il canone di affitto e gestione, che abbiamo sempre regolarmente pagato senza sgarrare neanche di un giorno. Era comunque un chiaro segnale che non ci volessero più, quasi certamente per gestire direttamente l'attività".

Ed è proprio questo che lascia l'amaro in bocca a Manna: "In un solo colpo ci lasciano in mezzo a una strada e si prendono i frutti di tutto il lavoro che è stato fatto, partendo da zero, in vent'anni dai miei genitori, che fortunatamente sono riusciti ad andare in pensione, da me e dalla mia compagna. I miei genitori sono stati voluti proprio dai padri rosminiani, prima da padre Antonio e poi da padre Giuseppe. In due decenni abbiamo fatto i salti mortali per tenere viva l'attività: di questo il nuovo rettore non ha voluto tenere conto. E neanche del fatto che io ho 46 anni e non sarà così semplice reinventarmi".

Intanto nel pomeriggio di sabato 11 i clienti andranno a testimoniare la propria solidarietà ai gestori uscenti e a chiedere ai rosminiani di tornare sui propri passi. L'iniziativa è stata lanciata su Facebook dallo storico Mauro Biglino, amico della famiglia Manna, e ha già trovato numerosi sostenitori. "Non avrei mai immaginato - conclude Manna - di scatenare un putiferio del genere. Siamo commossi dall'affetto ricevuto: questo posto è sempre stato casa nostra. Abbiamo invitato anche il rettore per spiegare il suo punto di vista e confrontarsi con noi. Di sicuro c'è che nessuno ci ha mai proposto di continuare, neanche quando il locale verrà ristrutturato".

La replica della Sacra di San Michele

"Alla Sacra di San Michele - replicano i padri rosminiani che gestiscono la Sacra, guidati da padre Claudio Papa - sono attesi importanti lavori di riqualificazione a tutto vantaggio dei pellegrini visitatori. Si tratta nello specifico dell'area d'ingresso al monumento e del piazzale prima della salita al Pirchiriano. Al momento vi trovano spazio un locale ristoro e un piccolo posteggio di servizio. L'esigenza prioritaria, fondamentale per una struttura che accoglie ogni anno migliaia di visitatori, sono la costruzione di servizi igienici di libero utilizzo e di strutture atte al soccorso, prevenzione, antincendio e sicurezza. Nel contesto del progetto è prevista anche una ristrutturazione del locale ora adibito a bar e la realizzazione di un ulteriore chiosco temporaneo che servirà come punto di prima accoglienza e biglietteria. Un progetto ambizioso, organico al territorio e in linea con la tutela artistica e architettonica, nonché alle nuove normative legate alle ultime emergenze sanitarie (spazi ampi e areati). I promotori dei lavori sono la Regione, la Città Metropolitana, il Comune di Sant'Ambrogio e i padri rosminiani. Il primo progetto che si realizzerà è la costruzione dei bagni. In collaborazione con il Comune di Sant'Ambrogio, che ha sottoscritto una convenzione con i padri rosminiani proprietari dell’immobile bar, si è cercato fin da subito di proporsi al meglio nella difficile gestione che vedrà il bar impossibilitato a lavorare fin tanto che il progetto non sarà concluso, cogliendo l’occasione di adattare l’esistente alle vigenti normative. L'intento è poter offrire visite sempre più qualificate e agevoli. Un esempio è l'importante lavoro che vedrà la possibilità d'accesso a tutta la Sacra alle persone con disabilità o
difficoltà motorie, progetti avviati ed eseguiti con le autorizzazioni della Soprintendenza, e con il decisivo contributo economico della Regione Piemonte. Negli ultimi anni abbiamo dato avvio a importanti lavori che hanno e avranno un riscontro positivo su fedeli e visitatori, nonché su tutto il territorio, compresi ristoranti e agriturismi ubicati in prossimità della Sacra, come anche le attività commerciali più in generale della val Susa e val Sangone. Adesso attendiamo con fiducia la costruzione dei bagni. Da parte nostra abbiamo messo a disposizione la proprietà, sempre con la massima collaborazione nell'intento di favorire tutti. Qualche disagio c’è e ci sarà, con la prospettiva e la speranza di fare cose buone e anche di farle in fretta".

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