Martedì, 18 Maggio 2021
Attualità

Centrali nucleari, la Francia prolunga la vita dei vecchi reattori: Greenpeace lancia l'allarme per il Piemonte

Interpellati il presidente Cirio e quelli delle altre regioni vicine al confine

La centrale nucleare francese di Tricastin dista 180 km in linea d'aria dall'Italia

Greenpeace scrive al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, per fermare il progetto della Francia di prolungare di dieci anni l’operatività dei suoi vecchi reattori nucleari. L'Italia è l'unica nazione del G8 a non avere centrali sul suo territorio, ma i vicini cugini francesi sono quelli, in Europa, a possederne di più: 19 in totale con 58 reattori attivi.

Trentadue di questi però iniziano a essere datati, in alcuni casi a superare i 40 anni d'età, dunque aumentando - con il passare del tempo - la possibilità che si verifichino gravi incidenti, sono due le strade da percorrere: la dismissione o un'eventuale estensione del loro periodo di vita, con nuove progettazioni e sostituzione dei materiali utilizzati per la loro costruzione. E la Francia ha già optato per quest'ultima via. Una decisione che l'Italia, essendo confinante, poco digerisce e contro la quale forse, ancora qualcosa si può fare. 

"Per i paesi confinanti, trasparenza e partecipazione"

Lo scorso 14 gennaio, su sollecitazione di Greenpeace, l’allora Ministero dell’Ambiente ha inviato una nota alle autorità francesi per chiedere una consultazione transfrontaliera sul progetto francese di prolungare l’operatività dei vecchi reattori. Sedici di questi impianti distano meno di 200 chilometri dai confini italiani. Per questo, Greenpeace oggi invia il briefing “Francia: vecchi reattori, nuovi rischi nucleari” ai Presidenti di Regione, agli assessori dell’Ambiente e della Sanità e ai Presidenti dei Consigli Regionali di  Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia, chiedendo loro di attivarsi per reclamare, per i propri cittadini, trasparenza e partecipazione. 

“Queste vecchie centrali sono pericolose già adesso e nessun miracolo riuscirà mai a portarle agli standard di sicurezza oggi richiesti - ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. “Che i cittadini italiani siano 'parte interessata', ai sensi della Convenzione di Espoo è ovvio. In particolare, i cittadini di Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia saranno esposti con questa decisione a rischi notevoli nei prossimi dieci anni”.

La Convenzione di Espoo, adottata nel 1991 e oggetto di successivi emendamenti, richiede ai governi di garantire la possibilità anche ai cittadini degli stati confinanti - che potrebbero essere danneggiati da un progetto - di partecipare a una procedura di consultazione ('consultazione transfrontaliera') sulle attività proposte. Ancora, la Convenzione prevede che su questioni rilevanti - come è di certo il prolungamento di dieci anni di decine di centrali nucleari - deve essere effettuata una accurata Valutazione di Impatto Ambientale che il governo francese rifiuta di avviare. 

Preoccupa Tricastin

Sono quattro in particolare le centrali nucleari più vicine al confine italiano: Cruas, Saint Alban, Bugey e Tricastin, situate tra l'altro in zone di moderato o medio rischio sismico. E a destare maggiore attenzione negli ispettori europei in fatto di controlli è proprio Tricastin, nel sud-est della Francia, nella regione Rodano-Alpi a circa 180 km in linea d'aria dall'Italia. Bazzecole insomma, in caso di incidente serio. La centrale - che contribuisce al 6% dell'intera produzione elettrica francese - è dotata di 4 reattori di tipo PWR (reattori nucleari ad acqua pressurizzata) da 900 megawatt l'uno, attivi dal 1974. Nel 2011 un incendio divampò nella zona 1 della centrale. Fortunatamente il disastro fu evitato: nell'area non erano presenti materiali nucleari. 



 

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