Attualità Madonna di Campagna / Strada del Bramafame

Il castello di Bramafame e due alloggi sequestrati alla mafia saranno destinati al sociale

Gli immobili entreranno ufficialmente a far parte del patrimonio del Comune di Torino

Tre immobili sequestrati alla mafia entreranno ufficialmente a far parte del patrimonio del Comune di Torino e saranno destinati ad accogliere disoccupati e senzatetto. Una proposta di Michela Favaro, vicesindaca di Torino con delega alla Legalità, che riguarda il castello di Bramafame, nella strada omonima, un alloggio in corso Lecce e uno in via Bardonecchia.

Per quanto riguarda l’utilizzo del compendio di Strada Bramafame 22, confiscato alle cosche nel 2012 che vi avevano installato un ristorante - e che ora necessita comunque di una ristrutturazione - verrà avviato un percorso di coprogettazione con gli organismi del terzo settore in particolare per la creazione e il sostegno di nuove opportunità lavorative per i giovani e le fasce più deboli della popolazione, con la contestuale produzione di beni e servizi di interesse pubblico. Mentre il Comune, per quanto concerne l’alloggio di Corso Lecce 25, l'intenzione è quella di riservarla per far fronte ad esigenze di emergenza abitativa. È stato deciso invece assegnare l’alloggio di via Bardonecchia 48 a un concessionario che vi realizzi una o più attività di interesse generale, come definite dal codice del terzo settore.

"Il tema del riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità - ha sottolineato la vicesindaca nel 30° anniversario dal tragico attentato a Capaci - rappresenta uno degli strumenti simbolici più forti che lo Stato e gli Enti locali hanno per affermare la propria presenza sul territorio e rassicurare i cittadini".

In Piemonte ci sono 304 immobili confiscati alle mafie e solo il 23% di questi sono già stati destinati ad attività sociali, mentre a Torino si arriva alla soglia del 41%. "Queste acquisizioni - prosegue Favaro - rafforzano l’impegno della Città nel restituire ai cittadini i beni sottratti alla criminalità mostrando che la legalità conviene e può avere la meglio sull’illegalità. Una parte dell'eredità di Giovanni Falcone risuona oggi più forte: "Ci si pente contro la mafia solo se ci si fida dello Stato". 

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