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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Coronavirus: due nuovi casi di variante omicron in provincia di Torino

Madre e figlia entrambe vaccinate e con pochi sintomi, individuate grazie al tracciamento

Ieri, mercoledì 22 dicembre 2021, sono stati individuati all'Istituto di Candiolo altri due casi di variante omicron, che salgono quindi a quattro in tutto sul territorio regionale. Riguardano due donne, madre e figlia, conviventi della provincia di Torino. Sono entrambe vaccinate con due dosi e sono in buone condizioni di salute: la mamma di 55 anni è asintomatica, mentre la figlia di 20 anni è pauci-sintomatica. Entrambe erano risultate positive a un test antigenico rapido e al successivo test molecolare.

“Le evidenze scientifiche attuali confermano che la maggior parte dei tamponi antigenici, e in particolare quelli usati in Piemonte, individuano i casi di positività anche in presenza di variante omicron - sottolineano Giovanni Di Perri, responsabile del dipartimento malattie infettive dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino e Valeria Ghisetti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia -. Infatti i test antigenici rapidi non individuano la sequenza molecolare relativa alla proteina spike (responsabile dell'identità delle diverse varianti), ma bensì la presenza della proteina nucleocapsidica (proteina N), non coinvolta quest'ultima nelle modificazioni strutturali che caratterizzano le diverse varianti. La velocità nell’individuazione dei casi di contagio è più che mai utile in questo momento di alta circolazione del virus e i test rapidi antigenici danno un contributo importante al sistema di tracciamento. Resta fondamentale, però, il senso di responsabilità di ogni cittadino nel limitare le occasioni di contagio. La prudenza deve continuare a essere la regola guida di ogni nostra azione, oggi più che mai".

Il pre-report settimanale del Ministero della salute e Istituto superiore di sanità della settimana 13-19 dicembre conferma anche le buone performance del sistema di tracciamento del Piemonte con una media di tre giorni tra l’inizio dei sintomi e l’esecuzione del tampone per verificare l'eventuale positività al covid, un tempo ben sotto la soglia massima di cinque giorni che il ministero indica come ottimale.

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