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Ore di attesa per il Piemonte che punta alla zona gialla: in arrivo l'ordinanza del ministro Speranza 

Non si esclude che si resti in zona arancione

Il tempo dell’incertezza ha le ore contate. È prevista per oggi, al massimo domani, l'ordinanza del ministero della Salute che cambierà (o non cambierà) i colori delle regioni a partire probabilmente da lunedì 1 febbraio. Intanto, secondo le precedenti indicazioni, il Piemonte sarà in zona arancione fino a domenica 31 gennaio. Passare in zona gialla significherebbe minori restrizioni e maggiori aperture.

Attualmente, in base all'ultima ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, si trovano in zona gialla: Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana; in zona arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta; in zona rossa: Provincia Autonoma di Bolzano e Sicilia. 

Nelle prossime ore l’Iss (istituto superiore di sanità) renderà noto il monitoraggio settimanale sulla base del quale verrà cambiata (o meno) la zona di rischio. Il rapporto sarà basato su dati della settimana dal 18 al 24 gennaio con un aggiornamento fino al 27 gennaio. Poi al massimo entro sabato 30 gennaio potrebbe arrivare l'ordinanza del ministero della Salute, eventualmente in vigore già da 24 ore dopo, domenica 31 gennaio o lunedì 1 febbraio.

Occhi puntati quindi sui vari indicatori, tra cui l’indice Rt (una settimana fa quello piemontese era 1.04), che insieme determinano il colore di una regione e le rispettive restrizioni. Oggi, a metà giornata, il presidente della Regione Piemonte e l’assessore alla sanità della Regione Piemonte illustreranno in conferenza stampa i numeri e i dati del 2020 relativi alla donazione di organi e trapianti. In quell’occasione Alberto Cirio potrebbe dare qualche anticipazione sul futuro colore del Piemonte.

Scuola e Covid, dalla Regione: "Per ora nessuna criticità"

Intanto ieri l’assessore all’istruzione della Regione ha illustrato i dati sull’andamento dell’epidemia in ambito scolastico. “La ripresa delle lezioni in presenza al 50%, dal 18 gennaio, finora non registra particolari criticità” lo ha detto l’assessore all’istruzione Elena Chiorino riferendo alla quarta e sesta commissione riunite in seduta congiunta alle quali ha riassunto le iniziative intraprese per il rientro in aula in sicurezza. L’assessore, riferiscono dalla Regione, ha anche fornito i dati dei positivi sulla base dei tamponi effettuati per il contact tracing: tra il personale docente ci sono 372 positivi, con 472 in quarantena; tra il personale non docente i positivi sono 169, con 324 in quarantena. Gli studenti positivi sono 1763, quelli in quarantena sono 3748.

L’assessore Chiorino ha poi riferito sui primi risultati del progetto Scuola Sicura, partito il 4 gennaio per realizzare uno screening su base volontaria attraverso un tampone ogni quindici giorni al personale scolastico e ogni mese agli studenti di seconda e terza media. Il progetto costa 7 milioni di euro, i dati dal 18 al 26 gennaio riguardano il personale scolastico: 4.307 tamponi prenotati, 4.194 eseguiti e 75 positivi, una percentuale dell’1,79%. 

Sempre dalla Regione specificano che non ci sono ancora dati sugli studenti, anche per qualche problema di comunicazione tra le scuole e le famiglie che devono esprimere l’assenso. “Stiamo preparando una lettera che dovrebbe chiarire le modalità di partecipazione e aiutarla”, ha spiegato Chiorino, che si è detta disponibile a fornire aggiornamenti continui sui dati alle due Commissioni. 
 

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