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Olimpiadi, l'idea tutta torinese: "Riaccendiamo il braciere per accendere la speranza"

Bracieri accesi il 24 luglio: un'idea che piace al Cio

Il Coronavirus ha fermato le Olimpiadi di Tokyo, ma un'idea sta già rimbalzando da Torino al Cio. Quella di accendere in contemporanea, il 24 luglio prossimo - giorno in cui ci sarebbe dovuta essere l'inaugurazione dei giochi - tutti i bracieri delle città che nella loro storia hanno ospitato la manifestazione a cinque cerchi.

La trovata, tutta torinese, pare sia nata da una mail ricevuta da Roberto Finardi, assessore allo Sport del Comune: proposta che ha deciso di non accantonare. Ne ha parlato immediatamente con Ivo Ferriani, amico e membro del Comitato Olimpico Internazionale, e l'idea nell'ambiente piace. Sia che possa coinvolgere tutte le città olimpiche - e certo l'iniziativa avrebbe un gran significato -, sia che possa essere realizzata unicamente a Torino. 

La fiamma olimpica che si accende in contemporanea: un abbraccio simbolico dello sport al mondo, in un momento difficile per tutti, ma che vuole anche significare continuità. Dal primo braciere acceso - il primo dei Giochi olimpici moderni - ad Amsterdam, nel 1928, a quello di Berlino nel 1936, dalla spettacolare accensione a Barcellona nel 1992 quando l’arciere paralimpico Antonio Rebollo scoccò una freccia infuocata verso il calderone, a quello di Atlanta nel 1996, acceso con la commozione del mondo intero, dalla mano tremolante per il morbo di Parkinson di Muhammed Alì, per arrivare al braciere di Torino, il più alto mai realizzato fino ad ora (57 metri). 

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