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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Bocciofile in crisi, sempre in meno le frequentano. Carretta: "Necessario ripensarle"

Pesa il minor numero di abitanti in città e l'età anagrafica

"Torino non è più la città da 1.300.000 abitanti che scandiva le proprie giornate sui turni della FIAT ed è per questo che bisogna fare lo sforzo di ripensare i centri di aggregazione alle nuove esigenze della città", a dirlo è stato Mimmo Carretta, assessore allo Sport e ai Grandi eventi, durante la seduta della V Commissione consiliare che si è tenuta questa mattina in Comune a Torino. 

Il nodo da risolvere è come risolvere la crisi che stanno vivendo le bocciofile torinesi. Sì, perché se c'è chi si è avvicinato a questo sport e passatempo come la consigliere di Sinistra Ecologista Sara Diena, in tanti si sono allontanati da quei luoghi. Vuoi perché Torino ha meno abitanti; vuoi perché, come sostiene Ludovica Cioria, chi và in pensione oggi lo fa a un'età più avanzata rispetto al passato; vuoi perché la popolazione sta invecchiando. 

"C'è una consapevolezza, su questo enorme patrimonio delle bocciofile si deve ragionare", ha spiegato l'assessore Carretta in commissione, "Non significa snaturare quei luoghi, ma adattarli a una situazione nuova. Avendo il coraggio di prendere decisioni dove la situazione è irreversibile". Nei fatti, quello che indica l'assessore è un percorso di riorganizzazione delle bocciofile. 

"La situazione demografica e sociale dell'Italia è diversa", conclude Carretta, "Torino non è più la città da 1.300.000 abitanti e non viene più scandita con i turni. Ha abitudini diverse e bisogna fare lo sforzo di adattare i nuovi centri aggreganti a esigenze nuove. Bisogna farlo portando avanti interlocuzioni con i territori". 

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