"Accoglienza che cura", Bisio e Littizzetto lanciano la raccolta fondi per Casa Oz

E' il secondo anno consecutivo

Per il secondo anno consecutivo Claudio Bisio e Luciana Littizzetto, sono testimonial della campagna patrocinata da Pubblicità Progresso a favore di Casa Oz. Dal 17 marzo al 13 aprile sarà possibile sostenere l’associazione torinese fondata da Enrica Baricco, che accoglie e accompagna i bambini e i loro nuclei familiari quando si trovano a vivere l’esperienza della malattia e della disabilità, qualunque essa sia. 

Come aiutare

Si potrà inviare un sms del valore di 2 euro al numero solidale 45583 da cellulare personale Wind Tre, Tim, Vodafone, PosteMobile, iliad, Coop Voce e Tiscali; oppure 5 euro da rete fissa TWT, Convergenze e PosteMobile; oppure 5 o 10 euro da rete fissa Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Tiscali. Grazie alla generosità delle persone, attraverso la raccolta fondi, CasaOz intende promuovere il progetto “Accoglienza che cura”, che ha l’obiettivo di offrire sostegno e assistenza alle famiglie che giungono a Torino, da ogni parte d’Italia e del mondo, per curare la malattia di un figlio, prendendosene cura e facendole sentire “a casa”. 

Sostegno alle famiglie che vengono da lontano

Dall’inizio della sua attività nel maggio del 2007 ad oggi sono state aiutate oltre 2.200 persone: bambini, adulti, nuclei familiari provenienti da 42 paesi diversi (in particolare dall’Italia, dall’Europa dell’Est e dall’Africa), con un totale di più circa 70.000. Le attività, infatti, non si rivolgono solo alle famiglie localizzate a Torino, sede dell’associazione, ma anche a quelle che si recano per cure mediche al Regina Margherita, polo ospedaliero di riferimento nel panorama pediatrico italiano e si devono trattenere in città per periodi più o meno lunghi.

“La malattia di un figlio è uno dei momenti più difficili della vita – dichiara Enrica Baricco, Presidente di CasaOz – Da oltre 10 anni aiutiamo le famiglie a ritrovare la “normalità” e uscire dall’isolamento sociale a cui la malattia porta. Abbiamo ancora bisogno del sostegno e della generosità di tutti per permettere a un bambino di essere un bambino e basta”.
 


 

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