Alta velocità, più collegamenti con il Sud ma diminuiscono del 60% quelli con Venezia

Confermati invece i treni da e per Milano

Trenitalia cambia idea e non taglia i collegamenti ad alta velocità per Milano. Anzi, aumenta quelli verso Roma, anche se resta una riduzione del 60% dei treni per Venezia.  All'audizione in programma ieri, giovedì 5 dicembre, a Montecitorio è stato infatti presentato "un piano completamente diverso, con i treni verso Milano che rimangono gli stessi e che anzi vengono incrementati verso Roma". 
A darne notizia, con chiara soddisfazione, il deputato di Forza Italia Roberto Rosso, vicecoordinatore regionale degli azzurri in Piemonte e componente della Commissione Trasporti alla Camera.

Dal 15 dicembre da Torino saranno confermati i 58 collegamenti giornalieri con Milano mentre quelli per Roma passeranno da 34 a 38 e quelli per Napoli da 17 a 28. Inoltre arriva il Frecciarossa notturno per Milano che da Torino partirà alle 23. 

Resta il problema su Venezia

"Permane però una riduzione del 60% dei Torino-Venezia - continua Rosso -. Su questo punto abbiamo chiesto di valutare di spostare su Stazione Garibaldi lo snodo ferroviario per riuscire a ridurre il disagio".  E' confermato infatti il passaggio dalle attuali 18 Frecce Rosse quotidiane a 8 in corrispondenza del cambio orario invernale.

"Ci sarà da battagliare ancora per il ripristino dei Frecciabianca verso Lecce, soppressi due anni fa - prosegue Rosso e aggiunge - Infine resta la preoccupazione per la Canavesana, la cui gestione è passata da GTT a Trenitalia. Il passaggio avverrà solo a fine del 2020. Bisogna fare di piú visto che i pendolari di quella tratta non possono vivere un limbo”.

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Sul taglio dei treni verso Venezia, si esprime anche l'assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Marco Gabusi, presente in Commissione: "Un taglio di oltre il 50% delle corse è inaccettabile. Una decisione così drastica non è certo positiva per un territorio che insiste sul Corridoio Mediterraneo, classificato come ‘prioritario’ per il collegamento che offre all’intero asse europeo est-ovest. La motivazione che è trapelata - afferma, sollecitando risposte più consistenti -, di un’eccessiva congestione di treni nella stazione Centrale di Milano, non ci convince; ancor meno le “non” risposte sulla richiesta di ripristinare, proprio a fronte dei tagli, il frecciabianca Torino-Lecce che non incide sul nodo di Milano ma che comunque non viene considerato". 

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