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ATP Finals, flop o successo: secondo le stime ci sarebbe stato meno pubblico di quello consentito

Le code davanti al palazzetto sono state solo un'illusione

La prima edizione delle ATP Finals di Torino sono state un successo oppure no? A due mesi di distanza dal termine, ancora oggi, ci si deve affidare alle sensazioni personali per dare una risposta perché ufficialmente non è stato divulgato alcun numero relativo alle effettive presenze alle gare del torneo internazionale. 

A tentare di fornire una chiave di lettura alla Città di Torino è stato il ricercatore Luca Davico che questa mattina ha presentato ai consiglieri della V Commissione del Comune di Torino alcune parti del 22esimo rapporto Rota relativo agli impatti socioeconomici della pandemia nei settori istruzione, turismo, cultura e giovani. Tutti aspetti legati in qualche modo con le ATP Finals. 

"Come ricercatore sono un po' colpito e leggermente turbato dal fatto che non esistano dei dati ufficiali", spiega Davico, "Come ricercatori abbiamo tentato di fare un esercizio faticoso andando a recuperare dall'incasso totale che è stato dichiarato una stima delle presenze". 

Il dato di partenza sono dunque i 15 milioni di euro di incassi e, facendo una media ponderata in relazione alla capienza dei settori e al costo dei biglietti, i ricercatori hanno ricavato il dato delle presenze. Secondo la stima sarebbero stati 92.000 gli spettatori presenti alle gare delle ATP torinesi su un totale di 108.000 posti disponibili. 

Una stima che registrerebbe un meno 16.000 rispetto alle presenze consentite. All'epoca infatti la capienza del Pala Alpitour venne ridotta al 60%. Numeri lontanissimi dai 700.000 spettatori annui delle ultime ATP londinesi, che però non vennero disputate in tempi di pandemia. C'è da dire che però anche con una capienza al 100% il Pala Alpitour avrebbe potuto ospitare 180.000 persone complessivamente.  

Sono dunque state un successo oppure no le ATP Finals? A tentare di dare una risposta sono gli stessi consiglieri comunali, ma sempre sull'onda delle sensazioni personali e della narrazione che in quei giorni vi è stato. Per Ludovica Cioria del PD le ATP Finals di Torino sono state una sorta di 'demo' dell'evento londinese: "Da qui si può partire e richiedere la trasparenza rispetto ai numeri delle ATP. I dati sono necessari per sapere come sono stati spesi i fondi e dove sono atterrate le risorse". Ottimista Pierlucio Firrao di Torino Bellissima che ha ribadito di aver avuto in quei giorni la sensazione che fosse impossibile trovare un biglietto per le gare. E le code davanti al palazzetto? 

Anche a questo Davico ha dato una risposta: "Il totale degli spettatori si è concentrato molto sulle gare di cartello della serata, come trovo sconcertante la gestione di scia della Coppa Davis. Era desolante l'immagine di un palazzetto vuoto. Forse si deve fare un ragionamento di maggior valorizzazione anche di spalmamento degli spettori. Nel 2006 ci fu lo stesso problema e nell'anno precedente si incentivò la partecipazione fino ad avere un buon pubblico anche per il famoso curling, di cui nessuno conosceva l'esistenza". 
 

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