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Villa Glicini, si avvicina l'addio per il Club Scherma: al via la procedura per trovare un nuovo concessionario

Ma la struttura resterà a carattere prevalentemente sportivo

Si avvicina il momento per il Club Scherma Torino di riconsegnare le chiavi di Villa Glicini. Si è concluso lunedì 24 maggio l’iter per l’esternalizzazione dell’impianto sportivo comunale di viale Ceppi al Parco del Valentino. Con l’approvazione in Consiglio comunale a Torino della deliberazione presentata dall’assessore allo Sport Roberto Finardi, sarà ora possibile procedere all’indizione della procedura di gara per l’assegnazione della struttura situata all’interno del Parco del Valentino, ad un nuovo concessionario. 

Il voto in Sala Rossa arriva dopo la revoca della concessione al Club Scherma Torino - che secondo la lettera di sfratto recapitata a inizio maggio, dovrà lasciare i locali entro la fine di luglio - e il doppio pronunciamento di Tar Piemonte e Consiglio di Stato che hanno respinto il ricorso presentato dal vecchio gestore per chiedere l’annullamento del provvedimento. Il Club Scherma risiede a Villa Glicini dal 1954. 

La durata della concessione di Villa Glicini avrà una durata minima di cinque anni, ma potrà essere prolungata fino a venti nel caso l’affidatario esprimesse l’intenzione di realizzare interventi di ristrutturazione o miglioramento della struttura. L'impianto dovrà comunque rimanere dedicato prioritariamente alla pratica della scherma, per garantire continuità con la tradizione e la storia dell’impianto. E a questo proposito, si vocifera di una progettualità con l'Università di Torino, Politecnico e Cus - sempre alla ricerca di spazi per studenti e atleti - volta a dar vita a un polo polivalente a carattere sportivo che potrebbe svilupparsi proprio nel complesso del Valentino. 

Oltre allo storico edificio, la struttura - 5.200 metri quadrati circa, 755 di manufatti - è composta da un’area esterna provvista di due campi da tennis in terra rossa illuminati, un campo da calcetto con impianto di illuminazione e tribune e una piscina estiva. Spazi che rivestono carattere di pubblico interesse e che dovranno essere messi a disposizione per attività formative e promozionali di associazioni e scuole, oltre ad avere costi vincolati alle tariffe previste dall'amministrazione.

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