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Una app utile alle future mamme anche in Piemonte: l'idea dei Moderati

Con servizi, contatti e informazioni utili alla maternità

Una app per la maternità anche in Piemonte. È questa la richiesta di Silvio Magliano, consigliere dei Moderati, alla giunta Cirio. Una tecnologia che garantirebbe informazioni e aggiornamenti puntuali sui servizi per le donne e le coppie piemontesi in attesa di un figlio.

Una app che consenta di individuare la sede dei Consultori e dei Punti Nascita, ma anche di avere sempre a disposizione l'elenco dei servizi offerti con la possibilità di contattarli direttamente. In alcune regioni tra cui l'Emilia Romagna, il servizio c'è già.

Una app utile prima e dopo la gravidanza 

"Sul tema - ha spiegato Magliano - , ho appena presentato in Consiglio Regionale del Piemonte un Ordine del Giorno che impegna la Giunta ad attivarsi al fine di predisporre anche in Regione Piemonte una app che accompagni e assista le donne e le coppie nel percorso della gravidanza, del parto e delle settimane successive alla nascita della figlia o del figlio". 

La app in uso in Emilia-Romagna permette, tra le altre funzioni, di inviare una chiamata al 118 in caso di necessità e, attraverso la voce “contatti”, di esprimere la valutazione della propria esperienza circa l'assistenza ricevuta, nell'ottica del miglioramento continuo del Servizio Sanitario Regionale. La tecnologia individua inoltre i Punti Nascita e permette di consultare in maniera pratica Cartella della Gravidanza con relative informazioni sul percorso di nascita e di visualizzare i servizi di assistenza, controlli ed esami. 

Un fondo regionale per mamme con difficoltà economiche 

Inoltre I Moderati ribadiscono la richiesta di un fondo regionale, che ancora non esiste, per sostenere le famiglie e le donne che, nonostante le difficoltà economiche, intendono portare avanti la loro gravidanza. "In questi giorni di polemiche spesso strumentali, proviamo ancora una volta a portare avanti proposte concrete a sostegno di chi fa una scelta a favore della vita. Circa il 50% delle gestanti - spiega ancora Magliano - che si rivolgono ai Centri di Aiuto alla Vita dichiara di avere difficoltà economiche e un altro 20% è senza lavoro. Qualsiasi scelta influenzata da una fragilità di tipo economico non è mai una scelta davvero libera".

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