Domenica, 17 Ottobre 2021
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Covid e sci: sulle Montagne Olimpiche i cannoni sparaneve sono in azione, ma Conte frena

Il "liberi tutti" verso le località di montagna sarebbe troppo rischioso

Mentre il Piemonte attende con ansia la possibilità di passare, il prossimo 27 novembre, da zona rossa a zona arancione, sulle Montagne Olimpiche si tengono le dita incrociate affinchè la stagione della neve possa partire. Almeno nelle festività di Natale. Ma le ultime voci che arrivano da Roma non sono incoraggianti. Il presidente Giuseppe Conte, nella serata di domenica 22 novembre, sembrerebbe aver apertamente escluso la possibilità che a dicembre si possa andare in montagna o avere libertà di movimento verso le località di vacanza. Addirittura ha affermato che "si sta lavorando a una iniziativa europea, per prevenire le consuete vacanze sulla neve". 

Il "liberi tutti" è troppo rischioso

Trascorrere le festività in montagna - con inevitabili assembramenti a funivie e seggiovie, locali e alberghi pieni - significherebbe rischiare grosso e, come la scorsa estate con le "baldorie" di Ferragosto, far precipitare nuovamente la situazione, con aumento incontrollato di contagi e ricoveri. Insomma, il "liberi tutti" verso le piste da sci sarebbe da irresponsabili: le feste di Natale non dovranno essere causa della terza ondata di covid-19, e su questo il Governo pare avere le idee piuttosto chiare. La richiesta dei governatori era stata quella di permettere l'apertura degli impianti sciistici con una capienza al 50%, accessi contingentati e ovviamente mascherina obbligatoria. Ma al momento Palazzo Chigi non pare abbia intenzione di valutare questa opzione.  

Sulle Montagne Olimpiche si lavora lo stesso

Nonostante i dubbi, in Val di Susa i cannoni sparaneve sono all'opera da qualche giorno, a Prali come a Bardonecchia, dove comunque la vendita degli abbonamenti stagionali non è stata bloccata, per "non uccidere" definitivamente un comparto già in bilico e in previsione di poter partire. E non si nasconde la preoccupazione nemmeno a Sestriere, sul comprensorio della ViaLattea, dove si è deciso di non dare il via alla vendita degli stagionali, ma dove si stanno studiando soluzioni alternative allo sci: dalle ciaspole al trekking, dalle escursioni in ebike allo sledge dog. Tutto pur di non restare fermi. Tutto pur di evitare il colpo di grazia a un settore già duramente provato dall'impatto della pandemia.  

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