Aborto senza ricovero, la Regione contro le nuove linee guida ministeriali

Ma il day hospital in Piemonte si pratica già

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato le nuove linee guida che regolano l'interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e senza obbligo di ricovero, ma la Regione Piemonte fa resistenza.

L'assessore agli Affari legali Maurizio Marrone (Fdl) chiederà, prima di fare applicare le nuove direttive dalla sanità piemontese, all'avvocatura regionale di verificare "se il governo Conte stia rispettando oppure no il diritto alla scelta consapevole e alla salute delle donne, garantito dalla legge 194". Il Piemonte però,  da quanto rivelano i dati, è regione leader in Italia dell'aborto farmacologico con una pratica del 47% a fronte di una media nazionale del 22%.

E tra l'altro l'aborto senza ricovero viene già applicato:"In Piemonte - ha commentato Silvio Viale, medico ginecologo e pioniere della RU486 - la nuova circolare del ministero è già applicata da sei anni e l’Avvocatura regionale non si oppose alla sperimentazione del 2004-2005, con assessore un esponente di Alleanza Nazionale. Da sei anni - ha aggiunto - applico il Day Hospital e in Piemonte le donne non sono mai rimaste “recluse” in ospedale. Nel 2018, ultimo dato della relazione ministeriale, 2.986 donne (47%) hanno usufruito della RU486 andando subito a casa. Solo al S.Anna abbiamo espletato oltre 16.000 procedure, con 99% delle donne che sono andate a casa".

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