Domenica, 13 Giugno 2021
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Vaccino anticovid in Piemonte, possono fare richiesta i residenti fuori regione senza domicilio sanitario

Riguarda le persone che si trovano qui per ragioni di lavoro, assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga la presenza continuativa

Immagine di repertorio

“Dal 27 maggio sul portale www.ilPiemontevaccina.it potranno richiedere di essere vaccinati in Piemonte i residenti fuori regione, senza domicilio sanitario in Piemonte, ma che si trovano qui per ragioni di lavoro, assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga la presenza continuativa nella Regione (come previsto dalla circolare del generale Figliuolo)”, l’ha annunciato ieri la Regione Piemonte.

Invece dal giorno successivo, venerdì 28 maggio 2021, potranno dare la propria preadesione alla vaccinazione coloro che hanno tra i 30 e i 39 anni. Nei giorni scorsi la Regione Piemonte ha anticipato le date di preadesione, tra queste anche quella per la fascia 16-29 anni. I più giovani potranno preaderire alla vaccinazione anticovid a partire dal 4 giugno 2021 tramite il portale www.IlPiemontetivaccina.it.

Totale vaccinazioni in Piemonte

Dall’inizio della campagna al 25 maggio si è proceduto all’inoculazione di 2.336.132 dosi (di cui 807.089 come seconde), corrispondenti al 93,8% di 2.489.360 finora disponibili per il Piemonte 

Le aziende produttive come punti vaccinali

Sono più di mille, in Piemonte, le aziende che hanno fatto richiesta di diventare punti vaccinali per i propri dipendenti e familiari; di queste il 60% (circa 700) ha le caratteristiche per poter essere attivato come hub. Il Piemonte è pronto a partire subito da inizio giugno con le prime 10 imprese, non appena arriverà il via libera del generale Figliuolo. “Esprimiamo profondo apprezzamento alle aziende per aver risposto così numerose e per essersi rese disponibili a vaccinare non solo i loro dipendenti - sottolineano il commissario dell’Area giuridico-amministrativa dell’Unità di Crisi Antonio Rinaudo e le coordinatrici del progetto Carla Fasson e Paola Rossetto -. Il nostro tessuto produttivo ha compreso che questa azione aiuterà il Piemonte ad alleggerire la pressione sul sistema sanitario e sugli ospedali, restituendo loro al più presto lo spazio necessario per concentrarsi completamente sulla cura dei cittadini”.

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