Torrente Orco, sistemazione idraulica e lavori di messa in sicurezza: gli interventi

Nel tratto tra Cuorgnè e Chivasso. La città metropolitana a confronto con i sindaci del chivassese 

Ponte sul torrente Orco

Evitare che nuove piene in caso di precipitazioni molto abbondanti e insistenti possano allagare le campagne e i centri abitati delle frazioni lungo il corso del torrente: è lo scopo di un grande progetto di messa in sicurezza dell’Orco nel tratto tra Cuorgnè e Chivasso che è stato al centro di un primo incontro informativo tra il Vicesindaco metropolitano Marco Marocco, gli amministratori locali, i tecnici dell’unità specializzata “Tutela del territorio” della Direzione azioni integrate con gli Enti locali della Città Metropolitana di Torino, i tecnici e gli esperti del Politecnico e di altri organismi coinvolti nella progettazione.

“Abbiamo convocato l’incontro nella sede di corsi Inghilterra per prendere contatto con sindaci, assessori e responsabili degli uffici tecnici comunali e spiegare loro la filosofia e gli obiettivi di un progetto che ha l’ambizione di risistemare in prospettiva pluridecennale un territorio che presenta notevoli fragilità - spiega il Vicesindaco Marocco -. L’unità Tutela del territorio del nostro Ente opera a supporto dei Comuni compresi nel territorio metropolitano e delle strutture interne alla Città metropolitana, occupandosi in prevalenza di azioni di stimolo e coordinamento nel campo della pianificazione territoriale di settore rivolta alle Zone omogenee, di supporto tecnico agli Enti Locali nelle funzioni ambientali e in materia di cave e torbiere, di presidio e sviluppo delle relazioni tra il territorio e le strutture specializzate dell’Ente, di assistenza tecnico-specialistica agli Enti Locali”.

Tra gli amministratori che erano presenti alla riunione il Sindaco di Chivasso, Claudio Castello, secondo cui “la progettazione avviata dalla Città Metropolitana è molto importante per risolvere le criticità in particolare della frazione Pratoregio. Come Comune ci siamo dotati di un sistema di allerta per proteggere questa porzione del nostro territorio comunale, in cui vivono circa 500 persone e sono presenti impianti di betonaggio e di estrazione di ghiaia dal torrente”.

Agli amministratori e ai tecnici comunali sono stati illustrati i macro interventi necessari al miglioramento delle condizioni di sicurezza idraulica e dell’assetto morfologico e ambientale, secondo i criteri indicati dall’Autorità distrettuale del Po e in attuazione del programma generale di gestione dei sedimenti-stralcio torrente Orco nel tratto tra Cuorgnè e Chivasso, approvato con una delibera della Giunta regionale del 23 dicembre 2010. Il programma scaturisce da un accordo tra Agenzia Interregionale per il fiume Po, Autorità distrettuale del Po e Regione Piemonte, prevedendo interventi di apertura o riapertura di alvei abbandonati dal torrente e di rinforzo o mantenimento delle opere di difesa idraulica. L’obiettivo è di realizzare un alveo pluricursale, che attutisca l’effetto delle piene. Il Programma generale è attuato mediante programmi operativi di intervento, redatti dalla Regione Piemonte.

Gli interventi previsti

Il primo programma prevede sul tronco 2 dell’Orco l’intervento 2-A4 nel Comune di Chivasso sulla sponda destra in prossimità dell’abitato di Pratoregio e l’intervento 2-A1 tra i Comuni di Montanaro e Chivasso dalla località Cascina Bruciata fino a monte dell’ansa in prossimità dell’abitato di Pratoregio. Sul tronco 3 sono previsti l’intervento 3-A2 nel Comune di Montanaro a monte dell’abitato di Cascina Bruciata e l’intervento 3-A1 a San Benigno Canavese a valle dell’attraversamento autostradale dell’A5 Torino-Aosta. Il tronco 7 è interessato dall’intervento 7-A1 a valle dell’abitato di Rivarolo Canavese.

Nel dicembre scorso la Regione e la Città Metropolitana di Torino hanno stipulato una convenzione che individua l’Ente di area vasta come stazione appaltante e responsabile della progettazione degli interventi fino al livello esecutivo. Di tale progettazione si occuperà la Direzione azioni integrate verso gli Enti Locali, per quanto possibile servendosi di personale interno e, se necessario, affidando incarichi e consulenze esterne.

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Durante l’incontro sono ricordati gli adempimenti ai quali andranno incontro i Comuni, per consentire l’esproprio di alcune aree golenali interessate dai lavori. Prima di avviare le procedure di esproprio e adottare le Varianti ai Piani regolatori comunali necessarie per l’avvio dei cantieri occorrerà aggiornare la cartografia delle aree esondabili durante le piene ordinarie. L’aggiornamento delle mappe catastali consentirà di prevedere il frazionamento delle proprietà private che dovranno essere parzialmente espropriate.
 

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