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La chiesa riapre al pubblico e l’ex convento diventa una residenza collettiva

Inaugurata la Chiesa di Santa Chiara e il Co-housing

L'interno della Chiesa

Da sabato 2 dicembre i cittadini torinesi potranno ammirare nuovamente - attraverso visite guidate - la chiesa di Santa Chiara. E’ stato conservato e restaurato un bene di grande valore storico ed artistico e la sua identità originaria è stata valorizzata attraverso un utilizzo a fini sociali, la creazione di spazi di accoglienza e l’apertura al territorio.
 
La chiesa di Santa Chiara è una pregevole opera di Vittone posta nel cuore del centro storico di Torino. Per anni è stata chiusa al pubblico, ma oggi grazie alla presenza del Gruppo Abele e dei suoi volontari potrà essere restituita alla comunità. La chiesa, il coro e l’ex-convento di Santa Chiara, in via delle Orfane a Torino, costituiscono la porzione residua del grande complesso religioso costruito a partire dal 1740 dalle suore Clarisse.

Nel 2015 la Congregazione delle Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù per gli ammalati poveri, proprietaria dell’immobile, non riuscendo più ad abitarvi e volendo proseguire l’utilizzo a fini sociali, lo ha affidato in comodato al Gruppo Abele, mantenendo per sé l’attività di ambulatorio ed assistenza ai poveri, che costituisce uno storico presidio sociale del quartiere.

Il Gruppo Abele ha preso in carico l’edificio ed ha avviato un progetto di “Cohousing”: una residenza collettiva destinata a giovani volontari che sperimentano insieme un modo di abitare più sostenibile e accolgono altri giovani in situazioni di fragilità economica e/o sociale, tutti coinvolti nella gestione degli spazi comuni, delle iniziative sul territorio e nell’apertura della chiesa restaurata.

Grazie al contributo della Compagnia di San Paolo è stato avviato un percorso di riqualificazione, iniziato con il restauro della chiesa, proseguito con il recupero della parte ex conventuale e con il restauro del coro, attualmente in cantiere (350.000 euro per il restauro dell’aula della chiesa, 360.000 euro per il completamento della chiesa e il restauro del coro e 185.000 euro per la parte di social housing, inclusi i lavori di adeguamento e l’accompagnamento sociale per la prima annualità di progetto).

“Grazie al Gruppo Abele - sostenuto dal Programma Housing della Compagnia di San Paolo - il complesso è diventato un luogo di accoglienza e formazione dedicato ai giovani: l’apertura ai fedeli e turisti della chiesa è garantita dai volontari del Gruppo Abele. La Compagnia è fortemente interessata al tema della gestione e nuova fruizione del patrimonio architettonico religioso che si pone quale questione attiva nella conservazione e trasformazione di questi complessi, capaci in questo caso di diventare anche una vera e propria “infrastruttura sociale, come le scuole o gli interventi di social housing, un nuovo spazio aperto al quartiere e luogo di incontro per la comunità” dichiara Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo.

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